Stop sale giochi, no del Tar Lazio ai ricorsi degli operatori: attività non essenziali per le persone

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ROMA – Secco no del Tar Lazio ai ricorsi degli operatori di gioco contro il Dpcm che aveva prorogato al 15 gennaio la chiusura delle sale. Come rileva agipronews «Non emergono ragioni per discostarsi dalle indicazioni già impartite» con l’ordinanza dello scorso novembre, con cui le aziende si erano già opposte al blocco delle attività previsto dai precedenti provvedimenti governativi. In quella occasione i giudici avevano chiarito che la chiusura di sale giochi, scommesse e bingo si è resa necessaria non per «un giudizio di intrinseca non meritevolezza», ma perché non sono un bene primario per i cittadini, la cui salute deve essere tutelata. «Sale giochi e scommesse oggettivamente non sono dirette a soddisfare un fabbisogno primario dell’individuo», aveva scritto il Collegio. Inoltre, «con provvedimenti più recenti lo Stato ha assicurato un ristoro economico, a compensazione del periodo di sospensione».

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