Storia del Calendario dei Carabinieri, simbolo dei valori eterni dell’ Arma

Un oggetto di elevato pregio artistico, ma soprattutto intriso di valori; quei valori dei quali l'Arma è da sempre simbolo e che porta avanti con orgoglio

1193

Apparve per la prima volta a Firenze. Correva l’anno 1928. Per iniziativa del generale di Brigata Gino Poggesi fu pubblicato il primo calendario dell’Arma dei Carabinieri.
Dopo un’interruzione durante la Seconda Guerra Mondiale, la pubblicazione del “Calendario” venne ripresa regolarmente e, nell’anno 1950, il Comando Generale dell’Arma ne assunse la gestione e ancora ne cura l’edizione.
Oggi è arrivato a una tiratura che supera 1 milione di copie.

Cosa rappresenta il calendario per un Carabiniere e per l’intera nazione?

È un oggetto di elevato pregio artistico, ma soprattutto intriso di valori; quei valori dei quali l’Arma è da sempre simbolo e che porta avanti con orgoglio, dedizione e spirito di sacrificio, anche fino alla morte, come recenti e passati fatti di cronaca hanno dimostrato.

Il calendario ogni anno sviluppa un tema attinente alla storia o all’attività dell’Istituzione.

Per i valori che rappresenta, per i suoi pregi artistici e per il grande interesse dei suoi riferimenti storici, ha ricevuto moltissimi riconoscimenti.

Ieri, è stato presentato ufficialmente a Roma.
Nella mattinata di oggi, sabato 16 novembre, presso la caserma Cuzzoli e Cortellessa di Viterbo, è stato illustrato il Calendario Storico 2020 dell’Arma dei Carabinieri.

Quando un carabiniere porta in famiglia il calendario dell’Arma, trasmette, anche per l’anno nuovo, quei valori che essa rappresenta.

L’edizione 2020 del Calendario è “narrativa” e racconta del quotidiano eroismo dei Carabinieri, attraverso le tavole realizzate dall’artista Mimmo Paladino, affermato autore contemporaneo, accompagnate dagli emozionanti testi di Margaret Mazzantini, che narra, nei suoi scritti, storie prese da vicende reali. 12 mesi e 12 storie.

Molto toccante la tematica generale del Calendario 2020, rivolta alla vicinanza dei Carabinieri ai più deboli, ai più soli, con la descrizione di atti di quotidiano eroismo.

Il comandante provinciale dell’Arma dei Carabinieri di Viterbo, col. Andrea Antonazzo, ha illustrato alla stampa con orgoglio questo calendario, sottolineando che la Benemerita è composta da tante individualità unite per un fine comune.

Le situazioni raffigurate e descritte nel calendario storico sono di disagio, non di crimine.

Oltre la divisa, anche il calendario rappresenta uno stile, unito alla tradizione.

Nella storia, rimane “nei secoli fedele”, garante della distinzione di un ruolo e di tutto ciò che ne simboleggia l’appartenenza.

Pur nelle differenze stilistiche, nella ricerca estetica, il calendario è simbolo di quella coerente dedizione al Belpaese, che, da sempre è emblema della Benemerita e dei suoi rappresentanti, pronti anche all’estremo sacrificio per difendere chi ne ha bisogno. Per questo motivo e per ciò che rappresenta il calendario dell’Arma è “senza tempo”

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui