Storni: l’armistizio regge anche senza l’arrivo dei caschi blu

Gli storni vengono in città perché sono al riparo dalle doppiette.

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sagginiIn queste settimane di lotta all’invasione massiccia degli storni sulla nostra città, ne abbiamo sentite di tutti i colori. Infatti, dopo che sono stati installati i dissuasori, sui social sono cominciate a circolare tutte le ipotesi, anche le più strane.

Qualcuno asseriva che la sera dopo l’installazione, gli storni sarebbero tornati a dormire sulle stesse piante, perché non avevano più paura degli stridii del Falco Pellegrino, mandati nell’aria da un altoparlante. Altri affermavano che già la sera stessa, alcuni volatili si aggiravano tra quei rami, incuranti dei suoni aggressivi lanciati dal Falco.

Ieri sera abbiamo fatto un sopralluogo in Piazzale Gramsci e a Porta Romana, e dobbiamo riconoscere che i dissuasori ancora funzionano, e funzionano bene. Infatti, tra quei rami che prima ospitavano diverse centinaia di volatili, non abbiamo visto volare neanche una mosca (si fa per dire). Ancora da annotare che, vuoi le tante piante di olivo che sono ospitate nelle nostre campagne (alcune delle quali sono ancora con i frutti), vuoi che Viterbo ha delle zone ben protette dai venti freddi, il numero degli storni di quest’anno non si era visto mai prima.

Qualcuno afferma che prima queste bestie, pernottavano tra i canneti del Lago di Vico, ma siccome qualche bracconiere gli ha sparato, hanno disertato quei luoghi, e si sono rifugiati in città, dove è impossibile che qualcuno gli spari. La stessa filosofia dei cinghiali. Vengono in città per due motivi:trovano qualcosa da mangiare e sono al riparo dalle doppiette.

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