Intanto, stanziati 300.000 euro

Strada Acquabianca, la riapertura dovrà attendere ancora: lunedì solo controlli!

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Incontro a tre in Prefettura, per la riapertura di Strada Acquabianca

saggini“Mai dire quattro se non ce l’hai nel sacco” e ancora “Non vendere la pelle dell’orso se ancora non lo hai ammazzato”, antichi adagi che ci sono venuti in mente ieri e stamattina leggendo ciò che è stato scritto sulla riapertura di Strada Acquabianca.

Cari amici di Strada Acquabianca, ieri abbiamo avuto l’esclusiva della notizia, della consegna della petizione dei commercianti di La Quercia al prefetto Giovanni Bruno. Abbiamo quindi attinto di prima mano agli sviluppi della situazione. Dopo che abbiamo scritto la cronaca precisa di quanto è accaduto, abbiamo letto su una testata che ci ha copiato male, che lunedì si riaprirà la Strada Acquabianca. Stamattina un’altra testata, chiama in causa anche il sindaco di Viterbo che, fatta salva l’unica visita alla frana, fatta subito dopo il crollo, non ha fatto più niente. Allora noi che eravamo presenti alla consegna della petizione, vi raccontiamo di nuovo la storia così tutti possono essere compiutamente informati e chi vuole copiare lo può fare bene.

Il "passaggi proibito" su strada Acquabianca
Il “passaggi proibito” su strada Acquabianca

Giovedì mattina alle 10,45 il prefetto di Viterbo dott. Giovanni Bruno ha ricevuto Simone Tiburzi, titolare del Bar Mama’s di La Quercia. Subito dopo aver ascoltato le giuste lamentele del titolare del bar, il prefetto ha telefonato al presidente della Provincia Pietro Nocchi, ed ha ribadito che per la riapertura della Strada Acquabianca, non si devono aspettare i tempi anche biblici degli altri sopralluoghi. Nella sua telefonata ha sottolineato che i Vigili del Fuoco, che sono l’autorità riconosciuta in fatto di sicurezza, hanno verbalizzato che la strada si può riaprire, a senso unico alternato, con la prescrizione che la corsia di marcia deve essere protetta da una barriera di tipo new jersey, con elementi fissati a terra e tra di loro. Al colloquio tra il prefetto Giovanni Bruno e il presidente della Provincia Pietro Nocchi era presente anche l’ing. Chiricotto dei VV.FF., che aveva redatto il verbale della messa in sicurezza. La richiesta del prefetto taglierebbe la testa al toro, e non ci sarebbe da attendere la visita sul terreno del geologo e dei rocciatori. Tra l’altro l’ing. Giuseppe Chiricotto, ci ha anche detto che dopo il crollo, la rupe ha acquisito un suo nuovo equilibrio e con le barriere non si corrono rischi per la riapertura.

Poi è vero che la Provincia ha accantonato 300.000 euro per i lavori, ma tutto il resto che è stato scritto non è vero. Adesso chi vuole copiare lo può fare, ma per favore fatelo bene. Noi ci auguriamo che le raccomandazione del prefetto di Viterbo dott. Giovanni Bruno, supportate dai verbali dei VV.FF., siano ascoltate dalla Provincia, onde evitare manifestazioni di piazza che non farebbero fare bella figura al presidente Pietro Nocchi e alla popolazione tutta. Ripetiamo che Giovanni Arena non c’era.

Il presidente della Provincia Nocchi, nel frattempo, ci ha confermato che stamattina su Strada Acquabianca andranno il geologo, i rocciatori e i VV.FF per verificare lo stato della rupe Poi ci saranno le decisioni.

Simone Tribuzi con il Prefetto Giovanni Bruno

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