Strage dell’Italicus: il treno che saltò in aria 46 anni fa, tra dubbi e dolore

I neo-fascisti dell'Ordine Nuovo vennero ritenuti colpevoli e poi assolti. Ma ancora oggi si tende ad attribuirgliene la colpa

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A soli 2 giorni dalla commemorazione dell’attentato avvenuto nella stazione di Bologna, non si può non far riferimento a un’altra esplosione che causò una quantità altrettanto importante di morti: quella del treno Italicus.

L’esplosione avvenne a San Benedetto Val di Sambro, ancora in provincia di Bologna, nella notte tra il 3 e il 4 (ma l’avvenimento viene fatto ricadere incontestabilmente al giorno 4), causando 12 decessi. Fu un atto terroristico di tipo dinamitardo, nel quale una bomba ad alto potenziale esplosivo fu innescata per la carrozza numero 5 del treno 1486 Italicus (Roma-Monaco di Baviera).

Questo avvenimento è considerato come il più grave (per alcuni storici, uno dei più) attentato messo in atto durante il periodo degli Anni di Piombo, periodo storico noto a tutti che viene fatto coincidere con la fine degli anni ’60 e l’inizio degli ’80, in riferimento stretto al nostro Paese. Sul treno si sarebbe dovuto trovare anche Aldo Moro, il quale venne però raggiunto da alcuni funzionari del Ministero per firmare dei documenti importanti, evitando così, inconsapevolmente, il peggio per sé stesso.

Nonostante non vengano messi in atto più di tanti mezzi per il ricordo e la commemorazione di questo attentato, è fondamentale ricordarlo non tanto per il fatto in sé, quanto per il suo ruolo eminente a capo di altrettanti fatti storici che hanno contraddistinto un’epoca segnata da un’inspiegabile violenza gratuita con fini strettamente politici (e, aggiungeremmo, talvolta personali), durante la quale un’estremizzazione di concetti e retorica ha causato la morte di un numero enorme di italiani.

Va anche sottolineata la poca chiarezza che, ancora oggi, ombreggia come alone sugli accadimenti: colpevoli dell’esplosione furono inizialmente giudicati gli esponenti del neo-fascismo italiano del momento, uomini poi assolti dopo un regolare e complesso iter processuale. La colpa viene, nonostante ciò, ancora oggi fatta ricadere sull’estrema destra e più precisamente sul movimento politico Ordine Nuovo (oltre che sulla loggia massonica P2), solo per questioni deduttive (che possono, dunque, essere senz’altro ascritte a un parere personale) e senza alcuna reale, valida, prova del fatto.

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