Studenti italiani carenti nella lettura, Bugiotti: “Tuteliamo la lingua italiana!”

Secondo la prof.ssa Bugiotti, nell'era delle nuove tecnologie la scuola è chiamata a difendere le competenze di base, che sono la più grande ricchezza per i ragazzi

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Dai risultati emersi dalle indagini OCSE-PISA 2018 sugli studenti quindicenni di vari Paesi del mondo, è stato riscontrato un dato allarmante. Gli alunni delle scuole italiane risultano molto al di sotto della media mondiale per quanto riguarda le competenze nella categoria “lettura”.

Sembra, infatti, che una delle maggiori difficoltà legate all’apprendimento scolastico – e non solo – riguardi la comprensione di “ciò che si legge”. Messi di fronte a un qualsiasi testo, la maggior parte degli studenti del nostro Paese non è in grado di capirne a pieno l’argomento.

Si tratta di dati molto preoccupanti, sia per i ragazzi che per i professori, che incontrano profonde difficoltà nel gestire il rapporto con gli alunni e l’assegnazione di compiti per casa e test di profitto.

La dirigente scolastica dell’ITE Paolo Savi di Viterbo, la prof.ssa Paola Bugiotti, ci propone alcune interessanti riflessioni sul tema.

“I dati dell’indagine ci portano a interrogarci sulle possibili cause di tali deludenti performances – commenta la Bugiotti -. Probabilmente la scuola italiana, specialmente quella dell’obbligo, deve tornare a puntare maggiormente sulle competenze di base, quelle che costituiscono l’impalcatura su cui costruire il sapere”.

Negli ultimi decenni, infatti, “la scuola è stata sempre più investita di responsabilità educative ad ampio raggio, al di là degli ambiti concernenti strettamente i ‘saperi’ – spiega la dirigente scolastica – e questo ha fatto talvolta perdere di vista la sua vera ‘mission’ che è quella di fornire l’alfabetizzazione di base nelle discipline, prima fra tutte la lingua, che, oggi più che mai, nell’era di internet e degli smartphone, necessita di tutela, laddove il linguaggio si fa sempre più approssimativo e informale”.

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