Stupro a Viterbo, gli avvocati difensori: “Non ci sono ferite”. Auriemma: “Elementi di prova solidi”

Per i difensori dei due indagati vi sono molte discrepanze tra le loro testimonianze e quelle della vittima della violenza

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Da sx: Giovanni Labate, Domenico Gorziglia, Marco Valerio Mazzatosta

Il procuratore capo di Viterbo, Paolo Auriemma, ha da poco commentato gli ultimi risvolti dell’indagine relativa al caso di violenza sessuale consumatosi a Viterbo.

A seguito dei primi interrogatori ai due indagati Francesco Chiricozzi e Riccardo Licci, entrambi esponenti di CasaPound, Auriemma ha spiegato che “E’ stata un’indagine messa in atto con estrema puntualità e accuratezza. La tempestività (intervento della polizia a casa dei due, ndr), prima che i video fossero cancellati, è stata fondamentale: non c’è stato niente di casuale”. Ad ascoltarli il giudice Rita Cialoni, che li ha sentiti per più di due ore.

Stando al procuratore capo, inoltre, gli elementi di prova sarebbero molto solidi ed è per questo che i pm hanno da subito avanzato la richiesta di custodia cautelare per i due giovani.

Per i difensori dei due ragazzi restano ancora molti dubbi riguardo la vicenda: “I nostri assistiti hanno risposto alle domande del giudice e hanno fornito una versione dei fatti in parte discrepante da quella fornita dalla persona offesa. I nostri difesi si sono messi a disposizione dell’autorità giudiziaria, in quanti sono necessari degli approfondimenti istruttori”.

Gli avvocati non spiegano tuttavia quale sia la divergenza tra la ricostruzione della procura e quanto raccontato dai due indagati: “Più di questo non è deontologicamente corretto dire”, afferma Marco Valerio Mazzatosta.

L’avvocato Giovanni Labate rafforza il concetto: “La persona offesa ha fornito una versione dei fatti generica e confusa”. Certo, ci sono i referti medici e le lesioni ma per i difensori dei due ventenni ci sarebbero da mettere sul piatto “tanti altri elementi” che però “non possiamo rivelare in quanto ci sono delle indagini in corso e non vogliamo pregiudicare il buon esito delle stesse”. Sui filmati, poi, Labate taglia corto: “Non spiegano tutto quello che è successo”.

Le prossime mosse della difesa? “Valuteremo nei prossimi giorni se chiedere il riesame. Comunque, confidiamo di avere al più presto un quadro più completo della vicenda”.

Sulle presunte ferite sul corpo della 36enne, Mazzatosta dice senza giri di parole: “Non ci sono ferite. C’è un referto, e quando ci sarà la discovery, tutti se ne potranno rendere conto”. In ogni caso, ribadisce il legale, “siamo nella fase istruttoria e per il bene di tutti è meglio non aggiungere altro”.

Il giudice ha ora cinque giorni di tempo per decidere se convalidare o no l’ordinanza di custodia in carcere.

Nella foto sottostante, gli avvocati difesori. Licci è difeso da Mazzatosta e Gorziglia. Chiricozzi da Gorziglia e Labate. L’avvocato della presunta vittima è invece Franco Taurchini.

Da sx: Giovanni Labate, Domenico Gorziglia, Marco Valerio Mazzatosta

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