In corso l'abbreviato davanti al gip Massini. I due, la notte tra l’11 e il 12 aprile, violentarono una 36enne

Stupro al pub, Licci e Chiricozzi in attesa del giudizio

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I due condannati per lo stupro al pub, Licci e Chiricozzi

Stupro a piazza Sallupara. Si attende il giudizio, con il rito abbreviato, per i due militanti di Casapound accusati di stupro e violenza su una 36enne di Viterbo. Sono Francesco Chiricozzi, il 19enne che era consigliere comunale di Casapound a Vallerano, e il 21enne viterbese Riccardo Licci. Sono davanti al giudice Elisabetta Massini, nell’aula 1 del tribunale penale di Viterbo.

Il giudice per le indagini preliminari Rita Cialoni aveva accettato la richiesta del pm Michele Adragna di andare subito a processo senza passare dall’udienza preliminare. L’accettazione del gip è del 6 settembre scorso.

I due, dopo essere stati arrestati il 29 aprile scorso, sono attualmente ai domiciliari con il braccialetto elettronico. A settembre è arrivata la scarcerazione, dopo la chiusura delle indagini preliminari. I due giovani attivisti di destra sono accusati di aver violentato una 36enne in un locale notturno di piazza Sallupara, nel centro di Viterbo. I fatti avvennero nella notte tra l’11 e il 12 aprile scorso. Quando i due ventenni avrebbero prima avvicinato la donna in un pub e poi insieme a lei sarebbero andati nel locale del movimento di destra, a piazza Sallupara, dietro la centralissima piazza della Rocca, dove secondo l’accusa malmenarono la donna e poi la violentarono.

La procura aveva chiesto il giudizio immediato per i presunti stupratori di Casapound senza passare dall’udienza preliminare. Così è. La presunta violenza si consumò all’Old manners tavern. Per questo sono stati detenuti nel carcere di Mammagialla da fine aprile.
Per i difensori dei due – che hanno sempre chiesto la scarcerazione – si trattò di un atto sessuale consenziente. Ma le immagini delle videocamere dimostrerebbero il contrario. Infatti, la richiesta della procura di andare a giudizio immediato sembra poggiare su elementi di indagini solide in favore dell’accusa. La perizia sui telefonini (i due filmarono e scattarono foto della presunta violenza) e sulle immagini darebbe ragione al pm.
La presunta vittima è assistita dall’avvocato Franco Taurchini, mentre i due accusati sono difesi da un collegio a tre formato da Domenico Gorziglia, Marco Valerio Mazzatosta, Giovanni Labate.

Intanto, sono pronte a costituirsi parte civile anche due associazioni contro la violenza di genere, la Bon’t worry onlus, e Insieme a Arianna.

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