I due giovani di Casa Pound

Stupro all’Old Manners: giustizia severa, ma no alla propaganda politica

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I due condannati per lo stupro al pub, Licci e Chiricozzi

Aristotele la chiamava “epagoghé”, Cicerone la tradusse con il termine “induzione”, ai giorni nostri potremmo chiamarla “banale generalizzazione”.

Ogni giorno si assiste al processo retorico per cui dal particolare si arriva forse troppo facilmente al generale e dall’analisi di casi di cronaca complessi, cruenti ed efferati si allargano i confini ad intere categorie: sociali, politiche, economiche.

Questo è quanto è successo recentemente anche a Viterbo, con l’ormai tristemente noto “stupro nel pub di Casapound”.

stupro old mannersI FATTI

La vicenda risale allo scorso mese di aprile, quando due ventenni uno di Vallerano e l’altro di Viterbo – militanti della controversa formazione di estrema destra – vengono accusati di violenza sessuale di gruppo ai danni di una donna di 36 anni, picchiata e costretta a subire indicibili sofferenze.

La presunta violenza – consumata in un locale abitualmente frequentato da giovani neofascisti – venne poi filmata e fatta girare nelle chat (anche politiche) di whatsapp, esponendo in questo modo la vittima ad ulteriori umiliazioni.

Ora i due ragazzi si trovano in carcere e, due giorni fa, è stato richiesto per loro il giudizio immediato dopo il deposito delle perizie su telefonini e telecamere, che – si dice – li inchioderebbero.

casa pound stuproL’ANALISI

Ora, com’è doveroso che sia, sarà la giustizia a fare il suo corso in tribunale. E nel modo più rigoroso possibile!

Fuori dai Tribunali, però, il verdetto è già stato emesso: “sono fascisti e quindi sono colpevoli”. Anzi, è l’intero gruppo di Casapound ad essere colpevole. “Epagoghé” (per riprendere Aristotele): dal particolare al generale.

Il fenomeno che si innesca in questi casi è facile da comprendere: da certe parti ben identificate (la sinistra militante) tutto è buono per essere strumentalizzato politicamente e per fare propaganda impropria.

L’automatismo, come dicevamo, è presto servito: due giovani hanno stuprato una donna, militano in Casapound, “ergo” tutti gli esponenti di Casapound sono violenti.

violenza stupro donneE, allora, ecco un mare di titoli di giornali nei quali l’unico aspetto che viene evidenziato non è l’ atroce sofferenza della donna – vero fulcro della vicenda – ma la presunta matrice politica del reato, con il solerte Pd che arriva a invocare lo scioglimento di Casapound in nome di una pretesa “responsabilità oggettiva”.

Una narrazione dei fatti, insomma, volta esclusivamente a giudicare un partito in generale piuttosto che le presunte gravi colpe individuali di due suoi esponenti. Il fatto è ancora più evidente se si prendono in esame casi analoghi, ma attribuibili all’opposto credo politico.

Nel 2009 – è un esempio calzante – Luca Bianchini, responsabile del Pd a Roma nel quartiere Torrino, violentò tre donne appostandosi nei garage condominiali dove avevano parcheggiato le loro auto. L’esame del dna incastrò lo stupratore, assieme ad un evidente filmato e alla precisa testimonianza di una delle vittime. Bianchini venne condannato a 14 anni e sei mesi di reclusione e la condanna fu confermata in Cassazione.

Se la memoria non ci inganna, all’epoca nessuno chiese lo scioglimento del Pd… Sarebbe stata, naturalmente, un’ assurdità! Due pesi e due misure?

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