“Suicidio” di Veronica Torretti, dopo otto giorni disposta l’autopsia

L'esame autoptico servirà a chiarire l'esatta dinamica di un fatto violento per il quale non si può escludere a priori l'omicidio

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Alla fine venne disposta l’autopsia. Era il 2 giugno scorso quando, nelle redazioni di tutti i giornali locali, arriva la notizia della morte di Veronica Torretti, trentasettenne romana trovata senza vita nella sua abitazione di via della Morra 41 a Viterbo.

Il tragico evento, sin da subito, viene catalogato come suidicio, tanto che nella nota stessa si legge: “12,45 personale squadra mobile  su richiesta del 118 interveniva in via della Morra 41 per il rinvenimento della salma…suicidatasi con un taglio alla gola…..”

Il referto del medico del 118, B.M, delle 13,15, (quindi stilato dopo solo mezz’ora) riporta la causa violenta della morte, attribuendola a: “sospetto suicidio per taglio delle vene dei polsi e del collo”.

L’arma del delitto? Un seghetto alternativo, che Veronica, da sola, avrebbe usato contro se stessa e, affrontando dolori lancinanti, si sarebbe quasi decapitata provocandosi un taglio da una parte all’altra dell’orecchio e addirittura camminando, attraverso un corridoio, dal bagno al soggiorno dove è stata ritrovata, schiena a terra, riversa in un mare di sangue.

Uno scenario alquanto inverosimile che, però, non lascia alcun dubbio negli uomini della Scientifica che ritengono non necessario l’intervento sul posto nè del pm nè, di conseguenza, del medico legale.

Tutto viene archiviato molto in fretta come un suicidio domenicale di una povera ragazza depressa, tanto è vero che la chiamata all’agenzia funebre incaricata del recupero delle salme, viene subito dopo revocata dall’autorità giudiziaria: “perchè essendo un suicidio non c’è più bisogno”.

Tanti i dettagli che non tornano anche alla stessa dottoressa incaricata di redigere il referto necroscopico che, in una relazione inviata alla pm Paola Conti scrive: “Poiché risultano segni di morte violenta (profonda e vasta ferita lacera  all’altezza  media anteriore del collo) non sono visibili ferite da taglio recenti ai polsi, non potendo contestualizzare le cause ed i mezzi che hanno provocato il decesso, si mette la salma a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Per quanto succintamente premesso si ritiene indispensabile il riscontro autoptico, unico a derimere le dubbiezze, seriamente insorte.”

Oggi, finalmente, trascorsi ben otto giorni dal tragico evento, l’autopsia è stata disposta e sarà effettuata, verosimilmente, domani o dopodomani al cimitero di Viterbo.

Dopo bisognerà aspettare sessanta giorni per avere delle risposte. A meno di evidenze talmente controverse che necessitino di un intervento immediato del pm.

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