La consigliera Luisa Ciambella torna sul tema del fotovoltaico, dopo che mercoledì il Comune non ha espresso parere contrario all'autorizzazione dell'impianto nell'area archeologica di Ferento

“Sul fotovoltaico a Ferento Viterbo rischia di fare una figuraccia nazionale”

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ciambella fotovoltaico

Maxi impianto fotovoltaico a Pian di Giorgio, nell’area del teatro romano di Ferento, l’amministrazione viterbese decide di “prendere tempo” fino al 20 di ottobre per esprimersi in merito.

A sottolinearlo è stata la consigliera Luisa Ciambella nel corso dell’ultimo consiglio comunale, quando ha ricordato il fatto che da parte dell’Ente sia mancata una presa di posizione durante la terza ed ultima conferenza dei servizi di mercoledì per l’autorizzazione dell’impianto in questione.

“Soltanto la Sovrintendenza ha confermato il parere negativo – ha detto la consigliera – mentre comune, provincia e altri enti si sono presi tempo fino al 20. Noi ci saremmo aspettati che l’impianto fosse stato bloccato perché c’era una moratoria, e invece non è stato così”.

Il fatto di aver rimandato al 20 ottobre – come ha spiegato la consigliera – sarebbe da imputare al fatto che i sistemi informatici della Regione Lazio non siano ancora funzionanti dopo l’attacco hacker.

Luisa Ciambella ha commentato così la vicenda sul proprio profilo Facebook: “Altro che videoproiezioni all’aeroporto di Fiumicino e nelle stazioni ferroviarie delle grandi città italiane per promuovere le bellezze del capoluogo della Tuscia. Sul fotovoltaico vicino a #Ferento Viterbo rischia una figuraccia a livello nazionale a causa dell’amministrazione Arena.

Quale altro Comune direbbe sì senza provare ad opporsi a un maxi impianto di cento ettari a due passi dal suo principale sito archeologico. E non c’entrano gli indirizzi che arrivano dal governo (posto che anche il ministro della Transizione ecologica ha dichiarato di recente che questi impianti importanti per il nostro futuro dovrebbero andare solo su aree industriali dismesse, capannoni e stalle) o il ritardo, grave e più volte da me segnalato, nell’individuazione da parte della Regione delle aree non idonee.

Il problema non è tecnico o del dirigente che deve andare ed esprimere un parere, basato ovviamente sugli strumenti che ha a disposizione. No. Il problema è politico. E’ la mancanza di volontà da parte di chi governa la città di difendere il territorio. Non si spiega altrimenti l’atteggiamento timido dell’Amministrazione Arena davanti alle continue richieste per la realizzazione di nuovi impianti fotovoltaici su grandi superfici a Viterbo: 100 ettari a Cipollaretta, 70 al Rinaldone, 17 a Petrignella e via dicendo. Tanto vale allora istituire un assessorato ai pannelli di silicio. Altri comuni della provincia Viterbo, invece, dove sono previsti progetti simili, stanno lottando con le unghie e con i denti spiegando nelle sedi opportune che questi progetti cozzano con la vocazione turistica e agricola della Tuscia. Ma su questo ci torneremo ancora meglio”, ha concluso.

 

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