La discussione riprenderà nel pomeriggio. Minoranza contro maggioranza sulla Fin: "Non è un ente pubblico"

Sulla piscina comunale il Consiglio si spacca: dubbi dell’opposizione

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La questione dell’affidamento della piscina comunale di Viterbo alla Federazione Italiana Nuoto sembra non trovare ancora una conclusione.

Questa mattina nel corso del Consiglio comunale si è tornati a discutere sulla delibera che dovrebbe sancire l’accordo tra Comune di Viterbo e Fin. L’assessore De Carolis ha dato lettura del documento che specifica le condizioni che i contraenti dovranno rispettare.

Nello specifico, l’accordo avrà una durata massima di 8 anni, eventualmente rinnovabile. “Gli impegni del Comune sono manutenzione straordinaria, ivi compresi gli interventi strutturali e di adeguamento normativo degli impianti, con redazione di idoneo cronoprogramma” – si legge nella delibera – mentre la Fin si occuperà di quella “ordinaria, utenze, spese per il personale, pulizia, vigilanza, assicurazioni e spese generali […]”.

Dopo una discussione iniziale tra i consiglieri dai toni apparentemente “pacati”, l’opposizione ha acceso il dibattito su un nodo cruciale: “La Fin può considerarsi un ente pubblico, avendo il diritto di esercitare attività commerciali in base a quanto scritto nella delibera?”, hanno chiesto i consiglieri di minoranza. E poi, la questione del numero legale e il valore del voto del sindaco Giovanni Arena ai fini della decisione sul tema.

Risultato: per l’opposizione la Fin non può considerarsi un ente pubblico, in base a un regolamento – inerente un altro caso – portato alla luce dalla consigliera Chiatti (Viterbo Venti Venti).

Tra incertezze generali e questioni rimaste irrisolte, il dibattito a Palazzo dei Priori proseguirà nel pomeriggio, quando presumibilmente la storia della piscina comunale dovrebbe trovare una conclusione.

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