"Su Belcolle che poteva diventare Dea di secondo livello ci hanno venduto fumo" sbotta la candidata sindaco Luisa Ciambella

“Sulla salute pretendiamo diritti, non concessioni. Basta essere trattati come sudditi”

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Salute e servizi sociali.

Per Luisa Ciambella, candidata sindaco di ‘Per il Bene Comune’ e ‘Viterbo la Splendida’, sono complementari.

“La salute è un diritto… anche a Viterbo” rimarca nella conferenza stampa organizzata non a caso in largo Africa, a due passi dalla Cittadella Asl.

“La condizione della sanità viterbese è drammatica, come testimoniano i molti articoli sulle varie criticità: dalla situazione del pronto soccorso alle lunghe liste d’attesa, alla carenza di personale, alla migrazione sanitaria”.

Per ottenere un appuntamento per alcuni esami si va da un’attesa di 10 a 18 mesi. Salvo ricorrere all’intramoenia e nel giro di un paio di giorni si risolve.

Una situazione che il dottor Andrea Casella ritiene scandalosa. “Abbiamo macchinari, costati centinaia di migliaia di euro, che lavorano dalle 8 alle 14 mentre altrove sono utilizzate sino alle 23”.

Su Belcolle di cui da anni, e anche nei mesi scorsi, si favoleggia di un Dea di secondo livello, Luisa Ciambella sbotta: “Ci hanno venduto fumo. Due giorni fa abbiamo saputo che resta di 1° livello mentre Latina è stata ‘promossa’. Belcolle sarebbe diventato un ospedale in grado di erogare prestazioni sanitarie qualificate e avremmo evitato la migrazione di pazienti costretti ad andare fuori provincia e addirittura fuori regione”.

Su questo Luisa Ciambella, ricordando che il sindaco è la massima autorità sanitaria, intende impegnarsi affinché a Belcolle sia data una seconda possibilità per diventare Dea di secondo livello.

Salute e sociale per la candidata sindaco “vanno a braccetto. Ma occorre riprogrammare i servizi sociali che rispondono a logiche datate, pensate negli anni ’80”.

Si inserisce in tale ottica la proposta di potenziamento dell’ambulatorio sociale, ubicato vicino all’Emporio solidale, e di realizzarne uno anche a Grotte Santo Stefano.

Nel modello di Welfare community di Luisa Ciambella vi è anche il raddoppio dell’assistenza scolastica, l’aumento di posti negli asili comunali e l’osservatorio sulla povertà, che già nel 2018 faceva registrare numeri rilevanti con il 70% costituito da viterbesi.

Lancia poi un appello a chi pensa di non recarsi alle urne: “Dateci fiducia. Vogliamo smettere di essere colonia. Non accettiamo compromessi né accordi. Pretendiamo diritti, non concessioni”.

 

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