“Sulle tracce di Santa Rosa “: inaugurata ieri la mostra

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Viterbo – È stata inaugurata nel pomeriggio di ieri, 27 agosto, vicino allo splendido roseto del monastero di Santa Rosa, alle ore 17, la mostra intitolata “Sulle tracce di Santa Rosa”.

Erano presenti,  fra gli altri,  Suor Francesca Pizzaia,  superiora delle suore Alcantarine, il sindaco di Viterbo, Giovanni Maria Arena, il presidente del Sodalizio dei facchini, Massimo Mecarini,  la presidente del Centro Studi Santa Rosa da Viterbo onlus (CSSRV), organizzatrice  della mostra  insieme alla Federazione delle Clarisse Urbaniste d’Italia, la Diocesi di Viterbo, l’Università degli Studi della Tuscia e l’Università scozzese di St. Andrews.

“Sulle tracce di Santa Rosa” è un itinerario di fede per approfondire la vita della giovane santa e per sapere notizie sulla vita della comunità di suore che,  in passato, era nel monastero.

Durante la cerimonia di inaugurazione, Eleonora Rava ha illustrato la mostra, ideata con Paola Pogliani, Anna Proietti e Daniela Zena.
Quattro sono le sezioni da visitare: la prima riguarda la processione del cuore istituita nel 1921, a seguito dell’estrazione del cuore trovato incorrotto da parte del dott. Neri durante la ricognizione del corpo della Santa. La seconda sezione è dedicata alle lastre calcografiche detti rami,  con i quali si imprimevano su tela i miracoli di Santa Rosa e con le quali venivano realizzati degli uncinetti posti in contatto con il corpo della Santa che divenivano reliquie.

La terza e la quarta sezione della mostra sono state ampiamente illustrate dalla
prof. Paola Pogliani dell’università della Tuscia.

La raccolta di oggetti e utensili è stata schedata,  catalogata e messa in connessione con alcuni documenti che riportano anche alle pietanze consumate.

Il sindaco Giovanni Maria Arena ha ringraziato e sottolineato la grande partecipazione di persone che si sono messe a disposizione per realizzare e far conoscere ancora meglio ai viterbesi e ai turisti la storia di Santa Rosa; non solo la sua figura, ma anche la vita che si svolgeva nel monastero.

Suor Francesca ha ringraziato e ha specificato: “Questa è una grande famiglia e solo insieme possiamo realizzare tanti progetti. Abbiamo un motore, il centro studi, che ci trascina con Eleonora Rava. Siamo coadiuvati da tante sorelle e fratelli che ci aiutano a realizzare questo importante progetto, perché la conoscenza di Rosa ci permette di arrivare al datore di ogni bene, Dio nostro Padre. Rosa è uno strumento che ci porta a dire grazie al Creatore. Nella vita niente è scontato, ma tutto è donato.”

Nella sala capitolare è esposta l’urna contenente il corpo di Santa Rosa.

Nel  salone delle colonne ci sono varie decorazioni ottenute manipolando la carta per creare reliquari, fiori e oggetti vari.

I progetti di catalogazione degli utensili e di questi materiali sono stati finanziati dalla Regione Lazio attraverso un bando. Il progetto che riguarda le attività artigianali è collegato ad altri due importanti progetti.

Lodevole anche il  progetto  “Rose che sprigionano”  nel carcere di Viterbo. Con sei persone detenute è stato avviato un laboratorio per la creazione di rose di stoffa.

Sarà possibile visitare la mostra fino al 27 ottobre con il seguente orario: mattina: 9.30-12.30, pomeriggio: 15.30-19.30. Il 4 settembre, festa di Santa Rosa, invece l’orario sarà continuato.

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