Il vicesindaco di Bolsena commenta la mozione del grillino Erbetti di Viterbo

Suolo pubblico “in cambio” di una dichiarazione di antifascismo. Di Sorte: “Perché solo quella sul fascismo?”

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A sx il vicesindaco di Bolsena Andrea Di Sorte (FI), a dx il consigliere di Viterbo Massimo Erbetti (M5S)

Ha suscitato perplessità in molte persone l’idea presentata dal consigliere comunale di Viterbo Massimo Erbetti che propone di concedere l’utilizzo dello spazio pubblico solo a chi presenta “in allegato” anche una dichiarazione di antifascismo.

In particolare, ha stupito il vicesindaco di Bolsena Andrea Di Sorte, che si è giustamente chiesto – via Facebook – “Perché solo quella di antifascismo?”.

Perplessità davvero legittima, in quanto il consigliere grillino sembra essersi dimenticato di molte altre realtà – terribili – che hanno segnato la storia del mondo.

“Io penserei anche ad una sull’anti-comunismo (21 milioni di morti), anche a quella sui nativi americani (100 milioni di morti), magari una dichiarazione sul fatto che nessuno degli organizzatori sia omofobo, magari un’altra dichiarazione che attesti l’antimafia dell’associazione richiedente, poi il casellario giudiziario di chi firma la pratica, e magari anche il registro delle assenze di scuola alle superiori nel caso sia uno studente a chiedere lo spazio”, questa la controproposta del vicesindaco di Bolsena per la brillante idea di Erbetti.

“Preparate moduli, penne e fascicoli, perchè allestire un gazebo in piazza per raccogliere donazioni vendendo uova di Pasqua, potrebbe non essere più come una volta”, continua Di Sorte, prendendo un poco in giro, se vogliamo, l’idea grillina di fare figli e figliastri, anche per quanto riguarda una cosa semplice come la richiesta di utilizzo del suolo pubblico.

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