Per non perdere il diritto all'incentivo del 110% i lavori vanno ultimati entro dicembre 2021

Super Ecobonus, Belli: “Siamo pronti ma tempi troppo stretti. Speriamo in una proroga”

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Ristrutturare casa puntando su efficientamento e  risparmio energetico.

Nasce con tali finalità il super ecobonus al 110%, promosso dal Governo.

Un incentivo rilevante non solo per i proprietari di case ma anche per dare un po’ di ossigeno al settore edile da tempo in sofferenza.

Ma che riscontri sta ottenendo il super ecobonus? Gli effetti sono positivi?

Lo abbiamo chiesto ad Andrea Belli, presidente Ance (Associazione nazionale costruttori edili) Viterbo.

“Per ora gli effetti sono stati solo negativi. Quei lavori che erano in procinto di partire (con l’ecobonus al 65 percento ndr.) si sono bloccati nell’attesa del superbonus al 110%. Adesso che la situazione normativa si è consolidata, iniziano a partire i primi progetti” spiega.

Di fatto però “non è partito ancora nessun lavoro perché siamo ancora in una fase di preparazione documentale. Noi contiamo che nell’arco del prossimo mese partano i primi lavori”.

Belli pone poi l’accento sui tempi degli adempimenti burocratici.

“L’agevolazione fiscale necessita assolutamente di una proroga perché il tempo che si è perso dal decreto Rilancio, da luglio fino ad oggi per aspettare tutti i vari pareri – Agenzia delle Entrate, Enea, ecc. -, ha impedito di lavorare e quindi mezzo anno si è perso. Sono lavori abbastanza complessi, è rimasto solo un anno e considerando che c’è l’inverno di mezzo e le misure legate al Covid, che rendono più complicato lavorare tranquillamente, è rimasto poco tempo”.

Per usufruire dell’agevolazione fiscale i lavori, infatti, devono essere ultimati il 31 dicembre 2021.

“Immaginiamo di dover intervenire su un condominio di 30-40 appartamenti, minimo occorre un anno di lavoro. Quindi siamo già in ritardo. Tra la fase progettuale, che è abbastanza complessa, e l’esecuzione dei lavori basta che accada un imprevisto – un altro lockdown, speriamo di no, o un periodo prolungato di maltempo – e si rischia di sforare coi tempi. E se si sfora si perde il diritto al bonus”.

Il Governo sembra intenzionato a prorogare il contributo, si vocifera fino al 2024, ma “ad oggi non c’è ancora nulla” rimarca Belli e “l’incertezza purtroppo impedisce gli investimenti”.

“Siamo fiduciosi ma serve la certezza da parte del Governo che questo incentivo venga stabilizzato o quantomeno prorogato per un tempo congruo, che per noi sarebbe almeno il 2023”.

Una proroga che, tra l’altro, si tradurrebbe in miliardi di investimenti.

“Per ora si stima che gli effetti sul 2021 sono di 1,8 miliardi di lavori, se viene prorogato anche di un solo anno si arriva a 8 miliardi di interventi” annota il presidente Ance.

“Un miliardo è certo una cifra importante ma diventa ridicola rapportata al panorama dell’edilizia nazionale. Quindi 1 miliardo vuol dire che la legge ha fallito il suo obiettivo. Se invece si proroga almeno sino al 2022 diventa più interessante, anche perché ogni anno poi fa da amplificatore”.

“Ad oggi comunque ha fatto solo da blocco. Molti interventi che erano in itinere a luglio col vecchio Ecobonus al 65% si sono immediatamente bloccati perché la gente preferisce rientrare nel superbonus del 110 percento”.

E sulla risposta della gente alla possibilità di usufruire dell’incentivo dichiara: “C’è una richiesta enorme, almeno a livello di progettazione. Anche perché, da uno studio di Intesa, risulta che una casa sistemata con l’ecobonus aumenta il suo valore del 30% e poi c’è anche una questione ambientale. Se vogliamo raggiungere gli obiettivi che ci siamo dati in Europa per la riduzione dell’inquinamento, la casa è uno dei beni su cui dobbiamo andare ad agire. Considerato che in Italia abbiamo un patrimonio edilizio molto obsoleto, risalente agli anni 60-70 quando le case venivano fatte perché servivano. Non c’era una cultura del costruire bene come c’è ora.

Tantissime le richieste soprattutto da parte dei condomini. La gente parte lancia in resta poi però magari si blocca al primo intoppo burocratico”.

“Adesso comunque – conclude Andrea Belli – siamo pronti a partire. Sperando che la proroga, che doveva essere inserita nella legge di bilancio e non c’è, non resti solo nelle parole dei vari ministri e dei vari organi nazionali”.

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