Con buona pace di Pd e grillini, Draghi manda a casa Arcuri. Accontentato chi chiedeva un cambio di passo rispetto al Conte II

SuperMario batte (finalmente) il primo colpo, ora sotto con il resto

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Era ora. Qualcuno, soprattutto tra le fila di Lega e Forza Italia, iniziava a sentire mal di pancia per via della mancata cacciata dal ruolo di supercommissario di Domenico Arcuri. Proprio lui, l’uomo delle mascherine milionarie e degli intermediari tifosi del lockdown. Alla fine, dopo qualche settimana di incertezza, Mario Draghi si è finalmente deciso e, qualche ora fa, ha dato il benservito all’ormai ex deludente commissario. Al suo posto il Generale Francesco Paolo Figliuolo.

Per carità, da domani di certo l’Italia non si sarà liberata dalla morsa asfissiante del Corona, ma intanto gli italiani si saranno liberati dell’uomo dei flop. Dalle mascherine ai vaccini passando per le tute anti-covid e le terapie intensive: Domenico Arcuri non ne ha azzeccata proprio una dal 18 marzo scorso, giorno nefasto in cui Giuseppe Conte, insieme alla maggioranza giallorossa, decise di sceglierlo per ricoprire il ruolo cruciale di commissario straordinario per l’emergenza Covid.

Die Kommissarin – come lo chiamavano i suoi detrattori – si lascia così alle spalle una lunghissima scia di fallimenti ed un pesantissimo budget speso alla meno peggio: ben 3 miliardi di euro distribuiti senza gare di appalto a decine di aziende. Probabilmente a costare caro al buon Arcuri sono state le intercettazioni ai danni dei suoi costosissimi mediatori, sorpresi ad augurarsi un nuovo lockdown al fine di poter imbastire nuovi allettanti affari.

Molti in questi giorni hanno ironizzato: “Il Governo Draghi è un Conte ter ma senza Conte”. Beh, fino ad oggi tale affermazione corrispondeva al vero, per questo serviva una bella inversione di marcia. Detto, fatto: fuori Arcuri e dentro un Generale dell’Esercito che, speriamo, possa essere all’altezza dell’incarico.

Francesco Paolo Figliuolo non ha ancora dimostrato nulla, è chiaro. Ma intanto la sostituzione di Arcuri è già un segnale di discontinuità rispetto all’infausto Conte bis. Ora sotto con il resto: la campagna vaccinale ed il Recovery Plan non possono più aspettare. Ci auguriamo che Draghi e, soprattutto, il Generale Figliuolo riescano a farci dimenticare le mascherine carnevalesche e le siringhe tarocche comperate a peso d’oro dai loro predecessori.

Chissà se ora l’ex marito di Myrta Merlino tornerà al suo vecchio lavoro, quello di amministratore delegato di Invitalia. La società, posseduta dal Ministero dell’Economia, si occupa prevalentemente di attrazione degli investimenti, sviluppo del Mezzogiorno, aziende in crisi, bonifiche, accoglienza migranti, digitalizzazione della Pubblica amministrazione, ricostruzione terremoti, salvataggio Ilva e Banca Popolare di Bari. Mah, dati i precedenti forse sarebbe meglio evitare.

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