Sutri, il vicesindaco Di Mauro risponde alle accuse della minoranza

Di Mauro puntualizza in maniera chirurgica la questione, argomentando la risposta all'opposizione, ed evitando ogni possibile speculazione politica

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Lillo Di Mauro, candidato sindaco e avversario di Vittorio Sgarbi alle ultime comunali
Anche il vicesindaco di Sutri, Lillo Di Mauro, dopo il commento di ieri del sindaco Vittorio Sgarbi, risponde ai consiglieri di minoranza che attaccano la maggioranza per non aver eseguito regolarmente il protocollo amministrativo nel corso del consiglio comunale tenutosi ieri. Di Mauro puntualizza in maniera chirurgica la questione, argomentando la risposta all’opposizione, ed evitando ogni possibile speculazione politica.
“Per dovere di chiarezza informiamo su quanto avvenuto ieri in consiglio comunale. I consiglieri Amori, Casini, Maggini e Zocchi hanno abbandonato l’aula come forma di protesta adducendo alla motivazione che il vice sindaco non avrebbe dovuto firmare la convocazione del consiglio in quanto il sindaco ancora non ha riferito in aula la nomina, richiamando l’art. 46 del Testo Unico Enti Locali. Ma proprio nel Testo Unico, come nel nostro Statuto, è ben specificato che spetta al sindaco il potere di nomina e di revoca degli assessori dandone motivata informazione al Consiglio; questo non significa che il vice sindaco non sia legittimato ad operare perché non spetta al consiglio approvarne la nomina. Io sono legittimato ad operare per mezzo di un decreto sindacale, risalente, ormai, ad alcuni giorni fa, regolarmente concepito e attuato.
Tra l’altro il consiglio comunale di ieri, convocato con carattere di urgenza, come sempre avviene in questi casi, aveva come ordine del giorno, un adempimento obbligato dal Testo unico sulle società partecipate che prevede la ricognizione delle partecipate del Comune, pena 500.000 euro di multa. I consigli comunali con carattere di urgenza non prevedono interventi, interrogazioni o altro se non la discussione sull’argomento.
Inoltre, si è diffusa la voce che ieri avremmo votato a favore dell’ingresso in Talete. Una notizia falsa, e, per giunta, inesatta. Nel 2008, infatti, il sindaco e la giunta di allora acquistarono 4.022 azioni della Talete per un importo di 8.044,00 euro pari al 1,77% del capitale sociale di Talete, ciò significa che noi siamo soci di Talete dal 2008, altro, invece, è cedere gli impianti alla Talete, cosa che non hanno fatto le amministrazioni precedenti e che non è nelle intenzioni di questa amministrazione, tanto che i consiglieri del gruppo Sutri oltre alle varie interrogazioni presentate nel corso della consigliatura, hanno portato all’attenzione dell’aula una mozione, che dovremo approvare nel prossimo consiglio, che va proprio in senso contrario a quanto diffuso dai soliti  mistificatori. Talete è stata nominata perché è l’unica società partecipata del Comune”.
Conclude Di Mauro: “Noi da tempo abbiamo scelto di non cadere nelle provocazioni di nessuno ma di rispondere con azioni concrete come abbiamo iniziato a fare. Noi abbiamo scelto questo percorso assumendoci le nostre responsabilità politiche con l’obiettivo di raggiungere risultati che servano al bene della città al di là di quanto affermano i soliti noti, sostenendo e credendo fortemente nell’operato del sindaco Vittorio Sgarbi, unica figura possibile in grado di compiere ciò che a Sutri sarebbe impossibile a qualsiasi amministrazione, amplificando il nome e le possibilità della nostra Antichissima Città come nessun’altro riuscirebbe. Se non ci riusciremo, gli elettori, fra tre anni e mezzo, ci giudicheranno. Il resto sono solo tristi chiacchiere di chi non può permettersi altro che quelle”

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