Secondo i consiglieri Amori, Maggini, Casini e Zocchi, la decisione di Lillo Di Mauro, vice di Sgarbi, sarebbe “arbitraria e priva di buonsenso”

Sutri, la maggioranza furiosa con Di Mauro: “Il consiglio comunale deve essere in presenza”

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Il vicesindaco di Sutri, Lillo Di Mauro, aveva deciso di organizzare la prossima seduta di Consiglio comunale completamente da remoto, decisione che non è andata giù ai 4 big della maggioranza Sgarbi. Per questo motivo, al fine di poter svolgere il Consiglio in presenza, i consiglieri Matteo Amori, Ferdinando Maggini, Nunzia Casini e Roberto Zocchi hanno deciso di scrivere una lettera a Di Mauro.

“Desideriamo innanzitutto – esordiscono i consiglieri Amori, Maggini, Casini e Zocchi –     ringraziare il Sindaco Vittorio Sgarbi, che ha ben compreso le modalità e necessità dovute alla contingenza degli eventi che sfortunatamente ci vedono partecipi in questo triste tempo, e al contrario troviamo necessario stigmatizzare l’inspiegabile atteggiamento di rifiuto dovuto al segretario comunale e ancor più al vicesindaco di Sutri, nel porre in essere il prossimo consiglio comunale”.

Il consigliere comunale Matteo Amori

“Evidentemente – proseguono – è definitivamente trascorso il “felice” momento in cui le ‘visioni’ di Vittorio sgarbi erano in sintonia con quelle di Luigi ‘Lillo’ Di Mauro, infatti quest’ultimo dimostra di non aver compreso quanto stabilito dal Dpcm ovvero che esso non obbliga alle riunioni da remoto per Consigli Comunali, Commissioni e Giunta, se esistono condizioni e rispetto delle misure di sicurezza che consentono le riunioni in presenza. Forse una più attenta lettura e una maggior attenzione anche alla lingua italiana da parte del Vicesindaco Di Mauro ne favorirebbe la comprensione”.

“Pertanto – spiegano i consiglieri – con la presente ci pregiamo di comunicare che ravvisiamo la convocazione del prossimo consiglio comunale da remoto, del tutto arbitraria e priva di qualsiasi buon senso, in quanto nulla è cambiato nella normativa anti covid-19 dall’ultima convocazione del consiglio comunale del 5 novembre 2020.

Riteniamo quindi del tutto opportuno che la convocazione del consiglio comunale previsto sia rettificata, con convocazione in presenza presso la sede del Consiglio stesso, così come viene fatto da altri comuni limitrofi. Nello spiacevole caso in cui la nostra richiesta non venisse accolta, ci vedremo costretti nostro malgrado, a non prendere parte al consiglio comunale con la promessa di rivolgere una richiesta ufficiale al prefetto e agli organi competenti, di annullamento della convocazione e del consiglio comunale eventualmente svoltosi”.

“Alla maggioranza – conclude la nota – chiediamo dunque di non sottrarsi ad un confronto democratico e di avere il coraggio di non nascondersi dietro a un monitor e se così dovesse essere auspichiamo ancora una volta – un’ennesima volta – che in un ultimo sussulto di dignità e di rispetto per i concittadini che non li hanno mai eletti, rassegnino finalmente le loro dimissioni”.

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