Sutri, oggi gran finale dell’Ottavario di Sant’Antonio

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Foto di Ilaria Putzu

Il 17 Gennaio è stato il punto di partenza. Otto giorni sono trascorsi da quella data, tutti intensi e colmi di emozioni. I due festaroli infatti, hanno visto le loro case sempre affollate durante queste giornate. Tutti hanno onorato la festa, garantendo un clima di convivialità e aggregazione.

È oggi la giornata conclusiva. Stasera gli ultimi festeggiamenti per salutare Sant’Antonio come merita. Da domani si ricomincia ad attendere il suo ritorno, quello del prossimo anno.

È una festa strana, difficile da spiegare e soprattutto da comprendere per coloro che non abbiano avuto la possibilità di viverla.

Basta osservare gli occhi colmi di emozione dei festaroli e la gioia nelle loro parole, per comprendere cosa c’è dietro e capire che queste sono giornate in cui l’aria si trasforma, si rende magica, ogni cosa assume un colore diverso.

Sant’Antonio è unione, allegria, è uno spirito inequivocabile; è un qualcosa che nasce da dentro, dalle viscere.

È la voglia e il piacere di stare insieme, di divertirsi, di brindare urlando “Evviva Sant’Antonio”, di ballare al suono della banda che intona cori e canzoni che perfettamente si sposano con questo stesso clima.

Foto di Otello Lupattelli

Il divertimento fa da protagonista, ma mai si prescinde dall’essenza stessa della festa, la fede, la devozione verso il Santo.

È un’ unione perfetta, l’incontro di momenti goliardici e di riflessione, di piacere e preghiera.

La festa di Sant’Antonio a Sutri non è solo cavalli, sfilate, dolci, dolcetti e vino.

Sant’Antonio a Sutri è un sentimento, un’ emozione, è il brivido che passa dietro la schiena quando mille e mille voci, tutte insieme, formano un coro che rimbomba, ti coinvolge e canta “se vai lontano, non lo senti più”.

Sant’Antonio è eccitazione allo stato puro; sono le parole della figlia del festarolo del prossimo anno, che rivela: “da quando l’ho saputo, ogni volta che mi viene nominato, non faccio altro che commuovermi!”.

Cos’altro? Menzione non può non esser fatta per la creatività, l’entusiasmo e la devozione che si traducono nell’allestimento dei due altari, quello della Nuova e dell’Antica Società, che accolgono gli stendardi del Santo.

Il festarolo della Nuova Società quest’anno, ha scelto di ricordare chi c’era prima di lui.

Ha deciso di esporre delle foto ed un libro, l’originale, che riporta l’elenco di tutti i soci e che risale al 1928-1929. In entrambi compaiono Vincenzo Leo, nonno ed omonimo dell’attuale festarolo, e Casini Antonio, nonno della moglie dello stesso. Antonio poi, ha svolto anche il ruolo, oggi perduto, del mazziere.

Un altare colmo di storia che testimonia una devozione che, di generazione in generazione, si è tramandata fino ad oggi, e sicuramente lo farà ancora oltre.

Altare Nuova Società
Libro Nuova Società, con Vincenzo Leo e Casini Antonio

 L’Antica Società presenta un altare altrettanto bello e particolare. Entrando nella stanza che lo accoglie, si ha la sensazione di essere catapultati in un’altra dimensione.

Tutte le pareti sono ricoperte da immagini tridimensionali che raffigurano la Piazza del Comune di Sutri.

È come essere lì realmente e da quella prospettiva, si possono ammirare tutti i dettagli e le particolarità che la caratterizzano.

Sul cielo che si erge sulla piazza, brillano due stelle.

Ognuna di esse, reca un’iniziale, la “F” e la “M”.

Sono lì per ricordare chi non c’è più, chi amava questa festa e quest’anno si è goduto lo spettacolo dall’alto.

Altare Antica Società
Altare Antica Società

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