E' autolesionismo lasciare indisturbato Erdogan il Sultano

Svegliatevi Europa e Italia, deboli e decrepite! Salvare i Curdi significa salvare noi stessi dall’islamizzazione

"Ma l'Europa che fa? Dov'è? Qual è la sua strategia per fermare l' indegno massacro di un popolo ferito e disperso..."

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Foto di Ansa.it
Rispetto si', ma ci risparmino le lagne!
Foto di Erika Orsini

Donald Trump – impegolato fino al collo nel rischio “impeachment” e che, nella drammatica vicenda curda, si porta comunque sulle spalle le più pesanti responsabilità – ha almeno avviato le sanzioni economiche contro il “feroce Saladino”. Ma l’Europa che fa? Dov’è? Qual’è la sua strategia per fermare l’ indegno massacro di un popolo ferito e disperso, illuso e usato, che ha sempre sventolato la bandiera della libertà e della democrazia in un’ area del mondo dominata da regimi tirannici o autoritari e votati all’ islamismo? Oltre a qualche nobile (e sterile) parola di condanna, oltre a qualche piagnucolio di prammatica, come si oppone questa Europa debole e decrepita a quella che da strage può presto sfociare in un vero e proprio genocidio? Che cosa aspetta Bruxelles a convocare un vertice urgente mirato sulla sua sicurezza e ad adottare decisioni che possano contribuire a determinare un alt al blitz dell’ esercito del Sultano?

Foto di Ansa.it

Ci si faccia rispettare da uno spregiudicato dittatore, che – in patria – perseguita duramente un’opposizione in crescita che, nel recente voto amministrativo, gli ha strappato il governo delle due più grandi città! E non si ceda all’ indegno ricatto dei tre milioni e seicentomila rifugiati – quasi tutti siriani – che Erdogan caccerebbe dai suoi territori per riversarli sulle nostre coste! Subito: sigilli alle frontiere; diffida alla restituzione dei miliardi concessi a pioggia ad Ankara; reinvio in Turchia dei clandestini approdati in terra europea attraverso la rotta balcanica; serie misure di ritorsione commerciale, sanzioni comprese; richiesta all’ ONU di dispiegare i “caschi blu” sul confine turco. Provare. Muoversi. Agire. Spingere. I discorsetti “politically correct”, che nascondono un cinico omaggio alla realpolitik, valgono come il due di picche! Purtroppo continuiamo a vedere poco. Molto poco. Un deserto di iniziativa politica comune. Ininfluente che qualche  paese UE blocchi la vendita delle armi all’ autocrate invasore: ci mancherebbe non venisse fatto…

Che succede, Europa? Troppo partecipe dei vischiosi progetti mondialisti fino ad annacquare le proprie radici e a dimenticare la propria cristianità? Troppo impegnata a gustare aperitivi e a ubriacarsi di chiacchiere al vento nelle tante allegre Capalbio del vecchio continente? Dobbiamo, dunque, rassegnarci alla prepotenza armata dei Saracini anni Duemila, scendere così in basso da piegarci alle loro minacce? E cancellare dalla memoria la vittoria di Lepanto e lo stop agli Ottomani? Non stiamo parlando – figurarsi – in termini bellicisti, ci riferiamo a valori etici, storici e culturali. No alle sirene della “resa” al Sultano! L’Europa tirchia ed egoista dei Macron e della Merkel, e quella che non conta niente dei Conte e dei Sanchez,  dovrebbe comprendere che il popolo curdo va salvato. Salvarlo, significa salvare noi stessi! O avremo aperto le porte all’islamizzazione della nostra civiltà. Corriamo un grave pericolo. L’ Europa non ne è consapevole. O finge di non esserlo, perché non le conviene. E i poveri Curdi vanno incontro all’ ennesimo sacrificio per colpa di chi li tradirebbe ancora dopo essersene servito, stavolta per combattere l’ISIS.

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