A finire nel registro degli indagati 12 sindaci, 2 esponenti del direttivo Cobalb e 2 dirigenti della Provincia

Sversamento Cobalb nel lago di Bolsena, arrivano 16 avvisi di garanzia

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Lago di Bolsena

La notizia stava circolando già dal pomeriggio di ieri, ma stamani è arrivata la conferma: 16 avvisi di garanzia sono stati recapitati a sindaci, ex sindaci, dirigenti Cobalb e dipendenti della provincia per quanto riguarda il disastro ambientale sul lago di Bolsena.

Stando a quanto si apprende, quella intrapresa dalla Procura di Viterbo sarebbe una maxi-inchiesta che riguarderebbe gli eventi avvenuti nella zona lacustre negli ultimi 10 anni. Di fatti, oltre agli attuali sindaci, nel lungo elenco degli avvisi di garanzia compaiono anche ex sindaci che hanno concluso anni fa il proprio mandato. A coordinare le indagini il procuratore capo Paolo Auriemma ed i sostituti Stefano D’Arma ed Eliana Dolce.

Come detto, nel registro degli indagati figurano politici, funzionari e dirigenti. Sono coinvolti 12 sindaci, ovvero Antonio De Rossi e Mario Fanelli, rispettivamente sindaco in carica ed ex sindaco di Capodimonte, Maurizio Lacchini e Lucia Catanesi di Marta, Massimo Paolini e Luciano Cimarello di Montefiascone, Paolo Equitani di Bolsena, Massimo Bambini di San Lorenzo Nuovo, Luigi Buzi di Gradoli, Piero Camilli di Grotte di Castro, Stefano Bigiotti e Francesco Picchiarelli di Valentano. Si leggono anche i nomi di Massimo Pierangeli e Giancarlo Olivastri, il primo ex presidente ed il secondo ex direttore di Cobalb. A chiudere il cerchio due ex dirigenti della Provincia di Viterbo, ossia Mara Ciambella ed Ernesto Dello Vicario. Oggi Dello Vicario, secondo quanto riportato anche da altri quotidiani, svolgerebbe il proprio servizio a Roma.

I reati contestati sarebbero diversi e riguarderebbero tutti l’ambiente. Al centro di tutto il disastro ambientale causato dallo scarico delle acque reflue nel Lago di Bolsena ma anche il fallimento del Cobalb, l’ormai defunto Consorzio di Bacino del Lago di Bolsena. Gli inquirenti hanno messo nel mirino la fallace gestione degli impianti di depurazione del lago, più volte denunciata da associazioni e cittadini tramite vari esposti. La gestione degli impianti era stata affidata proprio al Cobalb, che però ha dichiarato il proprio fallimento nel dicembre 2019.

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