Oggi abbiamo raccolto le posizioni del senatore della Lega Umberto Fusco e del segretario Forza Italia Giovani Matteo Mariotti.

Taglio parlamentari, i motivi del Sì e del No. Fusco e Mariotti a confronto

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Fusco per il SÌ

“Per una questione di coerenza l’indicazione ufficiale del partito è di votare Sì. Abbiamo preso un impegno istituzionale e lo manteniamo. – spiega – Anche se quando votammo per il taglio dei parlamentari credevamo che fosse il prologo per la riforma della legge elettorale”.

“Trattandosi di un tema delicato la Lega, pur dando indicazioni per il Sì, lascia comunque ampia libertà di scelta ai propri elettori”.

 

Mariotti per il NO

“Perché votare No? Perché innanzitutto è un attacco alle istituzioni e alla democrazia. Soltanto il fascismo ridusse così drasticamente il numero dei parlamentari. Anzi, se fosse ancora in vigore la Costituzione originale il numero andrebbe addirittura aumentato, non ridotto” spiega il segretario Fi Giovani.

“Votare No perché alcuni territori saranno sottorappresentati. Riducendo il numero dei deputati e dei senatori, i collegi saranno ancora più grandi e si darà predominanza alle aree urbane a discapito di quelle più lontane dai grandi centri”.

“Inoltre – prosegue – i deputati e i senatori saranno costretti a lavorare in 4-5 commissioni contemporaneamente con il rischio di rallentare, se non bloccare, l’iter delle procedure legislative. In più, durante le elezioni per il Presidente della Repubblica, i 5 senatori a vita avranno un peso ancora più grande così come conteranno ancora di più i voti dei presidenti e dei consiglieri di Regione”.

Sulla possibile maggiore efficienza, consequenziale al taglio dei parlamentari, Mariotti ribatte che “anzi il Parlamento sarà meno efficiente. Un taglio di questo genere porta fuori anche quei parlamentari che lavorano veramente per il benessere comune, per migliorare le condizioni di vita, a vantaggio di quelle mele marce che fanno molte assenze o che dormono in aula. Inoltre con una riduzione così drastica si corre il rischio di una maggiore facilità di corruzione da parte delle mafie e delle lobby”.

 

Annamaria Lupi

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