Tajani alla convention di Forza Italia lancia una frecciata al premier Conte: “Tassa anche le merendine”

“Arriva la patrimoniale, il governo ci sta pensando” Il vicepresidente Fi: “Liberiamo il ceto medio dalla pressione fiscale eccessiva”

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“Il ceto medio va difeso dalle tasse troppo alte e da chi vuole mettere le mani nello sue tasche”. Il vicepresidente di Forza Italia Antonio Tajani parla di libertà e di pressione fiscale: “Quando sento il premier Giuseppe Conte dire che ci sarà un aumento della pressione fiscale che colpirà anche le merendine, temo che questo governo stia per fare una patrimoniale. Quando sento che l’uso del contante sarà diminuito, allora la libertà viene meno”.

Silvio Berlusconi ha dato forfait alla convention viterbese del partito azzurro. Una tre giorni in cui, dice l’ex presidente dell’Europarlamento, “ho appreso molto. Mi ha arricchito sentir parlare giovani imprenditori, artigiani e agricoltori”. Ecco, il ceto medio e la libertà. Le tasse e l’intrusione invasiva dello Stato nella vita della gente. “Invece di fare queste regole restrittive – riprende -, andassero a colpire il santuario della malavita. Meglio avere un progetto serio per colpire al cuore gli affari della malavita organizzata. Il riciclaggio non lo fanno gli anziani che non firmano la norma antiriciclaggio: questo governo fa norme miopi che colpiscono i cittadini”. Insomma, per Tajani con questo governo c’è meno libertà e più tasse.

Si scaglia contro chi ha fatto questo governo: “Vogliono mantenere le poltrone per tre anni ancora. E per pensare alla poltrona più importante, quella del presidente della Repubblica”. Dice “no” al reddito di cittadinanza: “La libertà te la dà il lavoro non l’assistenzialismo del reddito di cittadinanza”. E ancora: “Quando ho detto di essere preoccupato dell’acquisto della rete 5g da parte della Cina, volevo dire che i dati sensibili di una nazione sono un tesoro da non dare ad altri: voglio che la mia patria – non sono sovranista ma sono patriota – non venda le sue infrastrutture e i suoi porti (Trieste e Palermo). Non voglio che l’Italia venda la sua sovranità agli altri”.

Passa alla politica internazionale. “Una questione di libertà è stare dalla parte degli Usa: chi ci difese dal nazismo e dal comunismo? Chi ci difese da due materialismi? Gli americani. Hanno difeso la nostra libertà”. Sul rapporto con Putin dà una stoccata, indiretta ma pur sempre stoccata, alla Lega di Matteo Salvini: “Non possiamo essere sudditi della Russia”.
Manca l’aggettivo ‘cristiano’ nel suo discorso. Tajani lo nomina in fondo al suo intervento: “La nostra tradizione è quella cristiana”. Una tradizione che diventa un modello di vita: “E’ un nostro diritto guardare verso l’alto. Dobbiamo difendere questo nostro modello di vivere. Dobbiamo difendere la libertà”.

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