Sugli aumenti decisione condizionata dall'eventualità dell'obbligo di legge su cui attende chiarimenti

Talete, Arena: “Sono più interessato allo stato della società che all’amministratore unico”

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Aumenti: sì, no, forse.

Il rincaro della tariffa idrica resta in stand by almeno fino a dopo Natale, la data della prevista assemblea dei sindaci dovrebbe essere fissata negli ultimi tre giorni dell’anno.

Sulla vicenda Talete è però ora deflagrata anche la contestazione, da parte della Procura della Corte dei conti, di un danno erariale per oltre 6 milioni.

Affaire che sicuramente non potrà essere sorvolato durante l’assemblea, date anche le pressioni del Pd in quota panunziana affinché al posto dell’attuale CdA guidato da Bossola (da loro fortemente voluto) si punti su un amministratore unico.

Ma qual è la posizione del sindaco Giovanni Arena e del comune di Viterbo?

“Per quanto riguarda gli aumenti ho richiesto i documenti perché devo approfondire. Devo sapere se è un obbligo di legge e per questo ho chiesto chiarimenti al direttore dell’Ato. Personalmente non solo sono contrario ai rincari ma ridurrei la tariffa del 50%. Credo che nessun amministratore sia contento degli aumenti ma se è un obbligo in base al piano economico che è stato presentato, alla richiesta di Arera e al parere favorevole dell’organismo di controllo Ega, se tutto è secondo la norma è difficile dire di no. Se non ho tutti gli elementi mi trovo in difficoltà ad approvare ma se mi vengono forniti tutti i chiarimenti io sono rispettoso della legge”.

Sul consiglio di amministrazione della Talete Arena ritiene sia un discorso che interessa tutti i componenti dell’Ato 1 “perciò sarà argomento di discussione in sede di assemblea Ato”.

Per quanto riguarda la proposta dell’amministratore unico liquida la faccenda dichiarando: “A me interessano di più la tenuta e i problemi di Talete. L’aspetto del CdA o dell’amministratore unico, o qualsiasi altra forma, non è che va a modificare lo stato della Talete. A me interessa quello. Se i componenti del consiglio di amministrazione non si dimettono perché non rispondono alla politica, l’unica alternativa – se la politica decide – è di portare all’ordine del giorno una eventuale sfiducia e i sindaci si esprimeranno in merito”.

La barca Talete rischia di affondare, in realtà sta viaggiando con una falla che da anni ha superato la linea di galleggiamento, ai primi cittadini più che mai ora spetta l’arduo compito di deciderne il futuro.

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