Talete, “bollette pazze” in tutta la Provincia. Cavalieri (RC): “Società allo sbando”

Yuri Cavalieri (RC) parla del "caso Talete" a Civita Castellana, data la recente "impennata" delle bollette in tutta la Provincia di Viterbo

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A sx, il capogruppo di Rifondazione Yuri Cavalieri

Una “impennata” delle bollette dell’acqua registrata in tutta la Provincia di Viterbo. I cittadini sono arrivati al limite e sui social si domandano a cosa sia dovuto l’aumento vertiginoso. Molti viterbesi si sono recati a chiedere spiegazioni allo sportello della Talete e dopo una – interminabile – attesa in fila, sono tornati a casa con le idee più confuse di prima.
Il problema dei rincari della società idrica – com’è noto – è esteso a tutta la Provincia.

A Viterbo il prossimo 19 novembre si terrà un Consiglio straordinario in cui si discuterà del futuro della società, gestore unico del servizio idrico nella Tuscia, per approdare a una soluzione definitiva che consenta a Talete di uscire dalla crisi e non mettere in difficoltà le famiglie con spese improvvise.

Anche a Civita Castellana quello del servizio idrico è un tema scottante. Il consigliere comunale Yuri Cavalieri (Rifondazione Comunista) ha sottolineato la necessità di mettere un punto al “caso Talete”. “La società – come sappiamo tutti – è piena di debiti e cerca di uscirne con l’aumento delle bollette e il recupero crediti – spiega Cavalieri – che viene presentato come piano di rientro aziendale, ma non ha senso”.

Secondo il consigliere di Civita Castellana, anni e anni di “malagestione” della società non possono risolversi con uno schiocco di dita. “In più hanno fatto dei tagli drastici alle unità operative e le conseguenze, poi, sono queste”. Una soluzione potrebbe essere quella di affidare Talete a privati, secondo alcuni. Ma il partito di Cavalieri ha un’altra idea. “Trasformarla da spa a società di diritto pubblico – dice il consigliere – così che possa accedere a crediti agevolati a basso tasso e tentare una ripresa”.

Nei Comuni della Tuscia, gli effetti della crisi di Talete si fanno sentire. “I Comuni fanno dei lavori di cui dovrebbe occuparsi la società – spiega Cavalieri – come le fognature, e lo fanno a debito. Poi girano tutto a Talete e il debito aumenta. Un cane che si morde la coda”. Anche a Civita Castellana l’opposizione ha chiesto un Consiglio comunale per parlare della situazione della società idrica.

Anche se, per il consigliere di Rifondazione Comunista, il lieto fine è bel lontano. “A farla da padrone sono le formazioni politiche, sono i sindaci che comandano nella società con i loro voti. Quindi è molto difficile uscirne”.

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