Talete, Ciambella: “Hanno votato sugli aumenti anche sindaci di Comuni mai entrati nella Spa”

La clamorosa rivelazione durante la manifestazione del comitato per l'acqua pubblica 'Non ce la beviamo'

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Il sit - in svoltosi ieri dall'associazione "Non ce la beviamo"

“L’acqua da bene pubblico sta diventando un privilegio!”. Esordio senza preamboli quello di Paola Celletti del coordinamento dei comitati ‘Non ce la beviamo’ rivolta ai viterbesi intervenuti in piazza delle Erbe.
Non tantissimi ma molto motivati e curiosi di avere maggiori informazioni su Talete e, soprattutto, sul possibile aumento tariffario del 45% in 5 anni.

Stigmatizzata dal comitato – ma anche da diversi consiglieri comunali dell’opposizione – l’assenza alla manifestazione del presidente dell’Ato, nonché della Provincia, Pietro Nocchi e del sindaco Giovanni Arena nonostante l’invito rivolto loro.
“Sappiamo che Talete è funzionale all’apertura ai privati e il processo verso una natura privatistica sta subendo una forte accelerazione” rimarca.

Chiama poi in causa la Regione che, nonostante l’approvazione della legge 5 sull’acqua pubblica, non l’ha mai applicata. “E basterebbe una delibera di giunta per renderla attuabile” tuona.
Lo stop di quella legge regionale, di iniziativa popolare, lo spiega Bengasi Battisti: “La Pisana l’ha approvata ma inserendo un virus per renderla inapplicabile! Può entrare in vigore solo dopo aver individuato i bacini d’ambito, cosa che non è mai avvenuta”.
Revocare la delibera sugli aumenti, approvata lo scorso 30 dicembre dall’assemblea dei sindaci, cancellare Talete e istituire un tavolo straordinario per passare a una forma di diritto pubblico non su base provinciale ma idrografica. Queste le richieste del comitato ‘Non ce la beviamo’.

Forte l’appello ai cittadini a far sentire la propria voce, così come l’invito dei consiglieri comunali Erbetti (M5s), Ciambella (Pd) e Frontini (Viterbo 2020) a partecipare al consiglio straordinario dedicato proprio alla questione Talete che si terrà giovedì 13 febbraio.
Luisa Ciambella, in particolare, punta il dito su un aspetto singolare: “Tra i 27 sindaci che hanno votato sugli aumenti ben 11 sono primi cittadini di Comuni mai entrati in Talete. Lo trovo quantomeno moralmente discutibile!”.
In piazza anche la consigliera regionale pentastellata Silvia Blasi.

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