Sulla situazione societaria "la responsabilità principale è del Pd ma vi hanno concorso tutte le forze politiche"

Talete, Comitato acqua pubblica denuncia: “Troppe inadempienze sui diritti dei cittadini, attivare subito Camera di conciliazione”

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Da sx: Elisa Cirenei, Carlo Mezzetti, Paola Celletti, Francesco Lombardi

Migliaia di richieste di pagamenti a clienti ‘morosi’.

Parte dalla notifica a tappeto eseguita da Talete, poco prima delle dimissioni dei suoi vertici e dell’intero CdA, la richiesta del comitato ‘Non ce la beviamo’ di attivare al più presto la Camera di conciliazione.

“Tra le criticità riscontrate dai cittadini – sottolinea Paola Celletti – la difficoltà di interloquire con Talete, la mancanza di un canale di comunicazione per i reclami”.

Ma non solo. La conciliazione paritetica, infatti, non si applica solo alle bollette ma anche, come rimarca Elisa Cirenei “sullo standard di qualità: problema arsenico, scarsa pressione dell’acqua, frequenti interruzioni del servizio idrico, fognature… tutte cose previste nella Carta dei servizi”.

Carta pubblicata sul sito di Talete – sin dalla costituzione della società – ma per quanto riguarda la Camera di conciliazione non viene riportata alcuna data di inizio validità in quanto mai attivata.

“Una grave inadempienza in tema dei diritti del cittadino” stigmatizza il comitato.

Tra l’altro, come spiega l’avvocato Carlo Mezzetti si tratta di “uno strumento gratuito che consente agli utenti di far valere le loro ragioni”.

Il problema è che per aprire una conciliazione il cittadino dovrebbe presentare il reclamo presso una segreteria, che non è mai stata istituita.

Inadempienze che per Francesco Lombardi sono dal punto di vista politico “l’esemplificazione di come si comporta una società di diritto privato” e individua nel Pd “il principale responsabile del dissesto di Talete”.

“Occorre vigilare altrimenti il controllo e l’utilizzo di un bene essenziale come l’acqua sarà completamente nelle mani dei privati”.

No secco da parte del comitato all’Ato unico regionale. “Così – tuona Lombardi – Acea, il cui 49% è in mano a privati tra cui banche francesi, può prendersi tutto”.

Per uscire dalla critica situazione attuale  Lombardi ribadisce la ripubblicizzazione del servizio idrico tramite piccoli consorzi di Comuni “e la legge regionale 5/2014 si presta a questa operazione”.

Sulla questione politica anche per la Celletti “la responsabilità maggiore è del Pd regionale ma – rimarca – con il concorso di tutti gli altri partiti”.

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