Le dichiarazioni dei sindaci

Talete: dopo il commissariamento, sindaci in rivolta!

Arrivano i primi malcontenti a seguito dell’applicazione dei poteri sostitutivi nei confronti dei paesi che ancora non hanno ceduto la gestione idrica a Talete.

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acqua-arsenico

Arrivano i primi malcontenti a seguito dell’applicazione dei poteri sostitutivi nei confronti dei paesi contrari alla cessione del servizio idrico a Talete. Si parla di Bagnoregio, Ronciglione, Farnese, Proceno, Fabrica di Roma, Grotte di Castro, Villa San Giovanni in Tuscia e Monte Romano, tutti comuni su cui pende, inoltre, una procedura di infrazione europea per lo sforamento dei limiti di arsenico consentiti.

Il primo cittadino di Ronciglione è sul piede di guerra. “Ci obbligano a passare a Talete quando quest’ultima non garantisce ai cittadini che il servizio migliorerà, anzi nella maggior parte dei casi si parla di un peggioramento – si lamenta il sindaco Mario Mengoni – noi siamo il comune con la tariffa più bassa in provincia, con la nuova gestione i cittadini finiranno per pagare il quadruplo”.

Inoltre, nel mirino del primo cittadino c’è la posizione del Presidente della Provincia di Viterbo Pietro Nocchi. “Ho letto delle dichiarazioni in cui si parla di giustizia nei confronti dei cittadini che già hanno aderito a Talete – continua – per me, al contrario, si tratta di un’ingiustizia nei confronti di chi ha già aderito e di chi deve ancora aderire”. Il riferimento è alle dichiarazioni rilasciate da Nocchi secondo il quale una gestione più condivisa tra i comuni porterebbe maggiori benefici ai cittadini. Una posizione senza dubbio impopolare tra gli oppositori della prima ora.

Rincara la dose il sindaco di Fabrica di Roma Mario Scarnati: “La Talete non risolverà il problema dell’arsenico né quello della gestione del servizio. Sarà un casino”, ammonisce. “I Cittadini di Fabrica sono arrabbiatissimi – aggiunge – e gli spiegherò che in Regione c’è il Pd e al governo ci sono quelli che volevano l’acqua pubblica, così sapranno chi ringraziare”.

L’unico capace di permettersi una soluzione alternativa è il comune di Bagnoregio. Lo fa sapere il sindaco Francesco Bigiotti, anche lui tra i “dissidenti”. “La nostra amministrazione è stata sempre contraria a Talete, alla quale chiederemo di mettersi in riga e di gestire nel migliore dei modi il nostro servizio idrico. Proveremo anche a rimborsare sotto forma di contributo alle famiglie la differenza tra la tariffa attuale e quella che verrà fissata in futuro”, promette Bigiotti.

Chiaramente non tutti hanno i conti in ordine come nel paese dalla “città che muore” e comunque la soluzione proposta dal sindaco non salverà le imprese alle quali non rimarrà altra scelta che adattarsi ai nuovi prezzi. Presto i nodi verranno al pettine e salvo Bagnoregio – forse – gli altri comuni dovranno applicare le nuove tariffe con un impatto non indifferente sul portafoglio dei cittadini.

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