In Consiglio comunale la consigliera Luisa Ciambella ha chiesto di venire in possesso di una relazione citata dal sindaco, "per capire se qualche sollecito di quelli che ho sottoposto possa aver influenzato e messo qualche dubbio rispetto a questa gestione"

“Talete, è andato in onda l’ultimo atto di una gestione politica veramente assurda”

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“La scorsa settimana è andato in onda l’ultimo atto di una gestione politica veramente assurda, una politica che prima impone le proprie scelte rispetto a un cda, poi lo difende fino alla morte, salvo poi chiedere le loro dimissioni o indurli alle dimissioni per far decadere l’intero consiglio, ma battergli le mani per ringraziarli del lavoro svolto”.

La consigliera Luisa Ciambella (Pd) torna a parlare di Talete, a meno di una settimana dalla caduta del cda della società idrica. Giovedì scorso si doveva tenere la riunione per votare gli aumenti sulle tariffe idriche, che si è però conclusa con un nulla di fatto, dopo l’accoglimento della proposta del presidente di provincia Nocchi per chiedere di rimandare la seduta “a data da destinarsi”.

“In una società normale, in un contesto normale, questa gente non potrebbe svolgere il ruolo che veramente svolge o pretende di svolgere – ha commentato la Ciambella in riferimento agli ultimi accadimenti che riguardano Talete – i cittadini da tutto questo che cosa ne ricavano? Hanno avuto anche il coraggio di dire che le tariffe sono rimandate – ha detto – non ci sono stati aumenti, però è di ieri la notizia che sono ripartite le solite batterie di avvisi ai famosi morosi, che sistematicamente vengono mandati, ma che non riportano mai in cassa grandi somme e vessano i piccolissimi che, in un momento di pandemia come questa, avrebbero dovuto poter beneficiare di misure compensative e di alleggerimenti sulle bollette, cosa che non hanno voluto fare”.

“Che cosa fa questa politica dopo aver ringraziato, battuto le mani e rinnegato se stessa? – si domanda – Fa appelli di responsabilità e si è già seduta  a ragionare sul dopo. Questo benedetto comitato ristretto di sindaci ha la possibilità di capire come riaprire le danze sui giochi di potere, di nomine, di tecnici-politici, di politici-tecnici. Tutto quello che fino ad oggi non ha prodotto un risultato continua allegramente – spiega la consigliera – e nei prossimi giorni ne vedremo delle belle. Nel frattempo la cosa importante che andrebbe fatta è rimettere in mano ai sindaci la possibilità di gestire l’acqua in maniera pubblica, in una gestione assolutamente sana”.

Questa mattina in Consiglio comunale la Ciambella si è rivolta al primo cittadino Arena per chiedere notizie a proposito di una “relazione che il sindaco avrebbe letto e realizzata e confezionata insieme agli uffici. Stamattina (ieri, ndr) ho fatto un accesso agli atti – continua la Ciambella – e l’ennesima interrogazione per chiedere di venirne in possesso e capire se qualche sollecito di quelli che ho sottoposto possa aver influenzato e messo qualche dubbio rispetto a questa gestione, ma comunque non si capirebbe la presa di posizione che ha avuto e ha assunto, visto che si è bloccato tutto con le dimissioni del cda ma ci avevano raccontato che senza l’aumento delle tariffe la società sarebbe andata in default, che addirittura i sindaci avrebbero avuto delle responsabilità se non avessero garantito l’equilibrio finanziario… ma che cosa ci raccontano?”, ha concluso la Ciambella.

 

 

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