Il sindaco si impegna a chiedere aiuto concreto alla Regione per sanare il debito della società

Talete, e l’acqua diventò pubblica: il consiglio dice “no” all’ingresso di soci privati

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Talete, quale futuro? Oggi il Consiglio comunale si è riunito per una seduta straordinaria per discutere sui problemi della società idrica.
È arrivato davvero il momento di dare risposte ai cittadini sulla strada da intraprendere: privatizzare o trasformare la Talete in una società di diritto pubblico?

Il consigliere del Movimento 5 Stelle Massimo Erbetti è arrivato con un ordine del giorno ben dettagliato, deciso a ottenere risposte sul tema. “Lo scorso anno avete votato un aumento del 7% sulle bollette in vista di un prestito da Talete di 35 milioni – esordisce Erbetti -. Oggi, però, i soldi non sono arrivati e le bollette sono rimaste altissime”. Il consigliere del M5S lancia quindi un ultimatum al primo cittadino Giovanni Arena: “Entro il 30 novembre l’assemblea dei sindaci soci decida cosa fare. Salvare Talete? Aumentare il capitale? Far entrare un socio privato?”.

Il consigliere Massimo Erbetti

Nel frattempo, Erbetti ha raccolto 12mila firme in tutta la provincia di Viterbo per il ritorno della gestione pubblica del servizio idrico.
L’ordine del giorno presentato dal consigliere d’opposizione mette in evidenza problematiche ben note agli utenti del Viterbese. “La Talete non tutela le persone, le fasce deboli della popolazione – legge Erbetti – ci sono tante ‘vecchiette’ – e non solo la suocera del sindaco Arena – che non riescono a pagare le bollette ‘pazze’ e gli viene staccata l’acqua senza preavviso. Per non parlare dell’impossibilità di comunicare con la società e delle file interminabili agli sportelli. Possiamo andare avanti così?”. Eppure, continua, esiste una La legge regionale 5, votata nel 2014 e “dimenticata in un cassetto”, che permetterebbe di risolvere i problemi.

Anche la consigliera Chiara Frontini invoca chiarezza. “Il Comune di Viterbo è quello che ha più peso su Talete – afferma la consigliera – eppure siete riusciti a far pagare i debiti che la società ha con i cittadini aumentando le bollette degli utenti”. Una cosa, la Frontini la lascia ben chiara. “Prima di pensare a privatizzare Talete dovrete passare su diversi cadaveri”. Sempre dalle file dell’opposizione, anche Giacomo Barelli dice la sua. “Basta con la propaganda politica inutile, pensiamo a chi in Talete ci lavora, un elemento che nelle discussioni viene sempre sottovalutato”.

Il capogruppo di FI Giulio Marini

Il capogruppo di Forza Italia Giulio Marini spiega come sono andate le cose. “Quando ho votato – con delega del sindaco Arena – il piano industriale della società l’ho fatto per dar modo di risanarla. Ricordo a Erbetti che c’è una legge che può essere modificata, i governi lo devono fare senza annunciarlo e basta. Poi – continua Marini – il fatto che l’amministratore di quel tempo non l’abbia portato a compimento è un’altra vicenda”.

Secondo Marini, ad oggi serve portare avanti una battaglia contro chi può intervenire per risollevare Talete, ma non lo fa. “Dobbiamo avere investimenti dalla Regione e dal Governo, se così fosse riusciremmo a risollevare anche la società idrica, che adesso è in agonia”.

Per il capogruppo di Fratelli d’Italia Paolo Bianchini è necessario che il Comune di Viterbo si assuma la responsabilità anche per i cittadini. “In un momento come questo, in cui la società ha bisogno di una ricapitalizzazione importante per la gestione dell’acqua ma anche per il suo funzionamento interno, dove li andiamo a prendere i soldi necessari?”. Secondo Bianchini, c’è un responsabile unico di questa situazione: “ed è la Regione Lazio, che fino a oggi si è lavata le mani – dice il capogruppo di FdI-. La Regione deve capire che le infrastrutture idriche sono un ‘colabrodo’ e investirci dei soldi, oppure tra un anno saremo ancora qua a discutere su cosa fare”. Ad ogni modo, per Bianchini l’ordine del giorno presentato dal consigliere Erbetti è pienamente condivisibile da tutti i presenti in sala.

A seguire, il capogruppo della Lega Andrea Micci si chiede: “Siamo sicuri che un’eventuale gestione alternativa avrebbe portato a risultati diversi da quelli attuali?”.

In chiusura del consiglio, la notizia: maggioranza e opposizione approvano all’unanimità l’ordine del giorno del consigliere pentastellato, optando per una trasformazione di Talete da società di diritto privato a società di diritto pubblico.

Il sindaco Arena, a questo punto, si impegna a vietare l’ingresso in Talete di soci privati e premere l’acceleratore sull’intervento della Regione per avere degli aiuti. Resta il nodo dei 35 milioni di debito della società idrica.

Oltre al M5S, esulta anche Fratelli d’Italia, con il capogruppo Paolo Bianchini che sottolinea subito l’approvazione degli emendamenti presentati dal suo partito: “Si introduce il fatto di impedire a Talete di staccare l’acqua alle utenze domestiche che abbiano una morosità sociale. Un grande gesto di attenzione alle fasce sociali più deboli e che permetterà di dare loro un flusso minimo giornaliero garantito di 50 litri al giorno come stabilito dall’Onu”.

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