Talete, fare chiarezza! L’imperativo del consiglio straordinario del 13 febbraio

Intanto sabato il comitato per l'acqua pubblica invita alla manifestazione in piazza delle Erbe

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La sede di Talete Spa a Viterbo

Non accennano a diminuire le fibrillazioni sulla questione Talete e i possibili aumenti tariffari.
Così il parlamentino di Palazzo dei Priori tornerà a discuterne durante il consiglio comunale straordinario convocato per il 13 febbraio.
Molti i dubbi e le perplessità sorte dopo il voto dell’assemblea dei sindaci, con cui sono stati congelati i rincari in attesa di ottenere garanzie dall’Arera su un prestito di 35 milioni di euro.

Prestito che era stato ventilato nel 2018 per far accettare ai Comuni l’aumento del 7,6 per cento, applicato poi a gennaio 2019.
La proposta di Talete per ripianare i 40 milioni di debiti – su cui era chiamata a esprimersi l’assemblea dei sindaci – prevede un rincaro del 45% in 5 anni e la quadruplicazione del deposito cauzionale, che passerebbe a essere calcolato non più su base trimestrale ma annuale.

Non solo. L’eventuale adeguamento al 9 per cento della tariffa applicata nel 2019 si tradurrebbe di fatto in una sorta di ‘conguaglio’ per la riscossione della differenza dell’1,4%.
Un ennesimo salasso per le tasche dei cittadini!
Per cercare di fare chiarezza sugli aumenti e sulla confusione, creatasi a seguito del voto espresso dall’assemblea dei sindaci, è stata indetta un’assise comunale straordinaria per giovedì 13 febbraio.

Auspicando che non si tratti dell’ennesimo mero esercizio di retorica sull’acqua pubblica che non sfocia mai però in possibili iniziative concrete da intraprendere!
Intanto in attesa del 13 febbraio, il comitato per l’acqua pubblica ‘Non ce la beviamo’ chiama i cittadini alla mobilitazione con la manifestazione indetta per sabato 25 gennaio, alle ore 17, in piazza delle Erbe. Obiettivi: “chiedere l’annullamento degli aumenti tariffari del 45% in 5 anni; dire basta alla gestione privatistica della Talete; chiedere una gestione pubblica e partecipata affinché l’acqua torni ad essere un diritto e non una merce”.

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