Talete, Genova: “La nostra tariffa media è di poco più di 300 euro l’anno contro i 530 a livello nazionale”

Tre le società private che hanno espresso manifestazione di interesse ad entrare nella Spa

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“Le notizie non corrette creano un danno”.

Nasce da questo assunto la prima uscita pubblica di Salvatore Genova, amministratore unico di Talete, che ha coinciso con la conferenza stampa indetta per sgomberare il campo da “notizie non reali” e rendere l’operato della Spa trasparente.

Le criticità della società idrica – dalle tariffe all’arsenico – nelle ultime settimane sono state oggetto di varie trasmissioni sulle reti televisive nazionali.

Tanto che il presidente dell’Ato e della Provincia Pietro Nocchi sul problema arsenico ha sbottato: “Siamo stanchi di essere descritti come una provincia avvelenata”.

Genova gli fa eco e puntualizza: “L’arsenico è un problema che la società tiene sotto controllo, non solo tramite le indagini degli enti preposti, ma anche con le analisi eseguite dai nostri laboratori interni. Talete esegue oltre 5900 analisi l’anno, un numero diciotto volte superiore a quello previsto dalle norme vigenti”.

E sugli adeguamenti tariffari spiega: “Quando si parla di acqua pubblica bisogna considerare che per offrire un servizio, garantendo che l’acqua esca dai rubinetti e sia depurata, bisogna incassare. E la legge impone che la copertura totale del servizio derivi dalle tariffe”.

E, sottolineando come gli adeguamenti siano imposti dall’Ato non da Talete, precisa: “La nostra tariffa media è di poco più di 300 euro l’anno contro una media nazionale che si attesta attorno ai 530”.

Cifra che il sindaco di Tarquinia Alessandro Giulivi sigilla con una riflessione: “Un caffè costa 1 euro, per l’acqua paghiamo 0,83 centesimi al giorno”.

Genova ha poi fornito le percentuali previste in materia di aumenti: 7% nel 2020, 3,30 nel 2021, 1,29 percento nel 2022 e 1,07% nel 2023.

Sui costi che incidono sulle bollette quelli dei dearsenificatori, “che quotano circa un terzo delle tariffe”, tradotto 9 milioni di euro l’anno per filtri e manutenzione.

Costi di gestione che si potrebbero ridurre con la miscelazione delle acque, possibilità che la Regione sembra stia valutando mentre sull’eventualità di nuovi fondi per sostenere le spese dei dearsenificatori lo stesso Genova ammette che dall’ente regionale, nonostante ripetuti contatti, “non abbiamo ancora avuto risposte”.

Sull’ingresso di privati al 40% delle quote societarie, l’amministratore non si sbilancia. Dichiara solamente che ci sono tre società che hanno manifestato interesse ma trattandosi di una “lunga procedura ancora in corso mi riservo di far conoscere i nominativi a tempo debito”.

La conferenza stampa odierna segna un cambio di passo nella strategia comunicativa di Talete, un diverso modo di rapportarsi con i cittadini che l’amministratore Genova, qualora si riscontrino errori o nel caso di superbollette, invita a rivolgersi agli uffici invece che ai media.

All’incontro è intervenuto anche il direttore del Reparto di qualità dell’Acqua e Salute dell’Istituto Superiore di Sanità Luca Lucentini, oltre ai sindaci della Consulta d’ambito-Comitato di Indirizzo e Controllo analogo (Comune di Civita Castellana Luca Giampieri, Comune di Tarquinia Alessandro Giulivi, Comune di Vetralla Francesco Coppari, Comune di Viterbo Giovanni Maria Arena, Comune di Castel Sant’Elia Vincenzo Girolami, Comune di Farnese Giuseppe Ciucci, Comune di Tessennano Ermanno Nicolai, Comune di Vallerano Adelio Gregori).

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