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Talete, Genova spinge l’acceleratore sull’ingresso del socio privato

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A sx la sede di Talete, a dx Salvatore Genova, nuovo amministratore unico della società

Salvatore Genova, neo amministratore unico di Talete, nella sua prima uscita ufficiale in assemblea soci entra a gamba tesa su una questione che neanche l’ex presidente Bossola, già dirigente Acea, aveva osato: l’ingresso di un socio privato e la cessione del 40% delle quote societarie.

L’apertura ai privati per risanare una situazione economica da anni in sofferenza è una soluzione che da tempo proietta la sua ombra sulla Spa.

Un tentativo in tal senso era stato portato avanti nel 2017 dall’allora presidente CdA Salvatore Parlato.

L’unica a rispondere alla manifestazione di interesse fu Acea, poi non se ne fece più nulla.

Ma il timore dei comitati per l’acqua pubblica è proprio che sarà nuovamente la società multiservizi di stanza a Roma a riproporsi per l’acquisizione della Spa viterbese.

Naturalmente il nodo principale non è quello di chi si assicurerà la fetta del 40% ma il fatto che l’entrata di un privato cozza con la gestione pubblica di un bene indispensabile come l’acqua.

Le aziende private inseguono il profitto e le leggi di mercato impongono che dalla vendita di un prodotto si ricavino utili e ‘possedere’ l’acqua, oggi più che mai, diventa anche potere.

E vista la ‘remissività’, per ragioni politiche, di alcuni amministratori della Tuscia il rischio che quel 40% si trasformi in una sorta di ‘maggioranza’ assoluta che deciderà le strategie future della Talete, sia in termini di gestione amministrativa ed economica che di tariffe, potrebbe essere dietro l’angolo.

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