Talete, il commissariamento risolverà il problema dell’arsenico?

I poteri sostitutivi applicati dalla Regione potrebbero non risolvere il problema della potabilità dell'acqua.

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Come anticipato nei giorni scorsi, sono in arrivo i poteri sostitutivi nei confronti delle amministrazioni contrarie alla cessione del servizio idrico a Talete. L’altro capitolo collegato alla vicenda è la procedura di infrazione avviata dalla Commissione europea per l’eccessiva quantità di arsenico contenta nelle acque dei comuni commissariati (Villa San Giovanni in Tuscia, Bagnoregio, Ronciglione, Farnese, Proceno, Fabrica di Roma, Grotte di Castro e Monte Romano). Una violazione che ha spinto la Regione verso il commissarimento per agevolare l’archiviazione della procedura.

L’esecutivo europeo – in una lettera inviata all’Italia – definisce la situazione delle acque come rischiosa “per la salute umana, in particolare per i bambini di età inferiore ai 3 anni”. Così, per evitare il deferimento alla Corte di Giustizia europea, la Regione ha dato il via libera al commisarimento degli 8 dissidenti. “Spero che nella delibera regionale abbiano inserito i termini per fornire acqua potabile ai comuni che aderiscono, altrimenti è solo una presa in giro”, auspica il sindaco di Ronciglione Mario Mengoni.

In effetti, all’interno della delibera non sembra esserci nessun riferimento alle procedure necessarie per garantire la potabilità dell’acqua come auspicato dal primo cittadino. La situazione ha del paradossale. Se le cose rimarranno invariate, infatti, i cittadini si ritroveranno con una gestione più costosa (fino a 4 volte superiore quella attuale), una servizio più scandente e con gli stessi livelli di arsenico che tutt’ora portano l’acqua fuori dai limiti di potabilità. Nel migliore de casi, invece, gli ingenti oneri di dearsenificazione faranno lievitare il costo della tariffa rendendo ancor meno digeribile l’ingresso di Talate.

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