Nel mirino degli inquirenti la crisi idrica che coinvolse i paesi sul lago di Bracciano nel 2017, le associazioni ambientaliste ed i sindaci si costituiranno parte civile

Talete, il presidente Bossola indagato per disastro ambientale

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Andrea Bassola Talete
Andrea Bossola, presidente di Talete

Tutti si ricorderanno della crisi idrica che nell’estate 2017 colpì i paesi che si affacciavano sul Lago di Bracciano. A distanza di tre anni, il presidente di Talete Andrea Bossola, all’epoca membro del Cda di Acea Ato 2 Spa, rischierebbe di finire sotto processo con l’accusa di disastro ambientale aggravato in concorso.

Dopo la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal pm civitavecchiese Delio Spagnolo, il tribunale di Civitavecchia ha fissato al 10 novembre l’udienza preliminare davanti al gup a carico di 16 indagati, tra i quali l’Acea e tutti vertici dell’epoca, Bossola compreso.

Sette le parti offese individuate dal Pm Spagnolo per i prelievi idrici che provocarono la crisi idrica nel comprensorio lacustre, tra loro potranno costituirsi parte civile le associazioni ambientaliste e il vicesindaco di Bracciano Gianfranco Rinaldi, oltre al sindaco di Anguillara Sabrina Anselmo, il vicesindaco di Trevignano Romano Claudia Maciucchi, il presidente del Consorzio del lago di Bracciano Renato Cozzella e il presidente del parco naturale regionale di Bracciano-Martignano Vittorio Lorenzetti.

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