Talete, la società chiude i servizi ai morosi: un debito che ammonta a 10 milioni di euro

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Dopo i vari screzi avvenuti nei giorni scorsi con i dipendenti, la società Talete Spa ha deciso di avviare una campagna ferrea di recupero crediti nei confronti dei morosi: il debito ammonterebbe a circa 10 milioni di euro. La stato di insolvenza ha colpito 21 Comuni su 31 soci della spa e i solleciti di pagamento sono quasi 15 mila. Per questo motivo l’azienda, gestore unico del servizio idrico, ha già chiuso molti rubinetti. Talete è recidiva a questo tipo di operazioni, già nei mesi scorsi tagliò il servizio alla piscina comunale di Viterbo ex Maco-Larus.

La sospensione del servizio riguarda sia enti pubblici che privati ed è partita da Civita Castellana interessando anche Comuni limitrofi: Canepina, Vignanello, Vallerano, Vetralla, Montefiascone, Capranica, Nepi, Soriano nel Cimino, Monterosi, Corchiano, Blera, Castel S.Elia, Celleno, Faleria, Carbognano, Bomarzo, Barbarano e Calcata nel Viterbese, Magliano Romano e Mazzano.

La situazione è diventata insostenibile, e grava sui pagatori regolari, il risultato emerso dai conti della società è a dir poco allarmante: il 18% degli utenti non paga ed equivale a uno su cinque.

Poi, l’azienda avverte: per tutti coloro che volessero usufruire di nuovo del servizio dovranno impegnarsi a saldare completamente il debito.

Intanto, oggi alle ore 17.00 presso la Sala Conferenze della Provincia, l’associazione “Non ce la beviamo” ha indetto un’assemblea pubblica, per ribadire il loro dissenso sulla privatizzazione dell’acqua pubblica e togliere potere decisionale agli enti privati con il sostegno dei Comitati acqua pubblica Viterbesi, Forum Nazionale acqua pubblica e Coordinamento Enti locali per l’acqua pubblica.

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