Talete: “Non ci sono bollette pazze”. Di sicuro però qualcosa non funziona

I 40 milioni di debiti devono ripianarli le tasche dei cittadini? Un dubbio lecito alla luce della vicenda accaduta a una viterbese

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acqua rubinetto talete

Prima di narrare la testimonianza della signora viterbese che si è rivolta a La Mia Città News, è doveroso partire da quanto dichiarato alla stampa dal dg di Talete Alessandro Fraschetti.

Nel difendere l’operato della società di gestione idrica assicura che “le tariffe sono calcolate sulle letture effettive” e gli aumenti – “elevati più che esagerati” – derivano non da errori ma dai conguagli, dall’aumento tariffario del 7,6% – entrato in vigore da gennaio – e dal deposito cauzionale per chi non ha la domiciliazione bancaria.

Sulla domiciliazione bancaria, la signora ghigna: “Così poi se arriva una bolletta, vogliamo dire sballata invece che pazza, io me ne accorgo solo dopo che è già stata pagata dalla banca!”.

E’ anche vero che – con l’attuale caos del recapito postale – se la bolletta arriva in ritardo, l’utente si trova in grosse difficoltà. Sia per eventuali correzioni in caso di errore sul consumo, sia qualora voglia chiedere la rateizzazione della cifra dovuta.

Tornando alla testimonianza della signora, la storia inizia a marzo 2019 con una fattura di conguaglio da 400 euro che – secondo dettaglio allegato – fa riferimento al periodo che va da ottobre 2017 al 31 dicembre 2018. Bolletta arrivata in ritardo. Ergo si deve pagare.

A giugno 2019 le viene recapitata una bolletta – che non riporta alcuna dicitura relativa a codice utenza, né se si tratta di fattura di acconto o di conguaglio – da 850 euro. In questo caso, visto l’eccessivo consumo, si accerta una perdita occulta. Talete ridimensiona la bolletta a 561 euro – riportando però la dicitura Fattura di acconto – e rateizzando l’importo.

“E’ vero che sto pagando una somma più bassa ma il risparmio reale è stato di fatto minimo. Perché per documentare la perdita ho dovuto presentare la fattura dell’idraulico che, ovviamente, non interviene gratuitamente”.

Ma l’incubo per la signora – che vive da sola, in una casa senza giardino né piscina – prosegue.

A settembre le vengono recapitate due bollette – ben due! – che scadono lo stesso giorno.

E a novembre arriva una fattura da 505 euro.

“Se gli errori sono solo lo 0,1% del totale come dichiarato dal dg Fraschetti – rimarca ironica la donna – almeno un paio hanno colpito me”.

Il primo: le due bollette con la stessa scadenza; il secondo quello relativo alla fattura di novembre dove – invece di 48 mc realmente consumati – ne sono stati calcolati quasi 100 in più.

Tanto che è stata emessa nuova fattura per 138 euro.

“Una bella differenza! Anche se mi sembra comunque una cifra elevata” dichiara la nostra intervistata che conclude: “Non sono per nulla tranquilla. Il documento riporta la poco rassicurante scritta Fattura di acconto!”.

E la signora confida anche un’altra preoccupazione. “Ho paura che nel software della Spa idrica oramai io possa essere memorizzata come grande consumatore. E quindi a rischio continuo di bollette sballate”.

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