Oggi in consiglio comunale si torna a parlare dell'azienda idrica dopo il nulla di fatto nella seduta straordinaria

Talete, operazione trasparenza. Il centrodestra vuole chiarezza sulla situazione della società

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Oggi potrebbe essere una giornata campale per decidere il comportamento da adottare nei confronti della nebulosa vicenda Talete.

Almeno stando alle indiscrezioni circolate nelle ultime ore sembra che il centrodestra sia davvero determinato a fare un’operazione trasparenza prima di assumere qualunque decisione sul futuro dell’azienda idrica.

Da quale sia la reale situazione economica e finanziaria alla scelta della nuova governance tra due opzioni: amministratore unico o consiglio di amministrazione.

E’ giunto il momento di una virata essenziale e pare proprio che Arena e il centrodestra siano intenzionati a imprimerla. 

Iniziando con lo smascherare il tanto vagheggiato e chimerico prestito Arera – che è costato ai cittadini più di un aumento – e invocando una Due diligence da affidare a soggetti terzi, di comprovata esperienza.

Per prendere decisioni importanti, è il ragionamento di Lega e Fratelli d’Italia, occorre “la giusta consapevolezza che deriva esclusivamente da valutazioni tecniche, oggettive e super partes”. Come si legge nell’ordine del giorno da loro stilato, poi sottoscritto anche da Forza Italia e Fondazione, che viene presentato oggi all’assemblea comunale.

Una ferma presa di posizione, ben distante dall’atteggiamento che fino a un anno fa aveva visto il centrodestra fare da sponda al Pd, in quota Panunzi, nel sottacere la situazione di Talete.

Forte del supporto di tutta la maggioranza, se l’ordine del giorno sarà approvato, il sindaco Arena – che già nei giorni scorsi ha espresso la ferma intenzione di avere chiarimenti precisi e puntuali – potrà farsi promotore della richiesta della Due diligence presso l’assemblea dei soci Ato.

Uno strumento, quello della Due diligence, che va nella direzione giusta per capire quali siano le reali condizioni societarie di Talete e che consentirebbe di intraprendere azioni e percorsi successivi senza avvitarsi e rimpallarsi sulle nomine e sul potere che, come dimostrano precedenti esperienze, ‘avvelenano’ il servizio idrico integrato.

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