Talete, Parlato si dimette: non è più agli arresti domiciliari per il caso Crea

Da questo pomeriggio Salvatore Parlato non è più presidente di Talete, la società partecipata che si occupa del servizio idrico a Viterbo e provincia.

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Da questo pomeriggio Salvatore Parlato non è più presidente di Talete, la società partecipata che si occupa del servizio idrico a Viterbo e provincia.

Non poteva che andare così, anzi ci viene da osservare che la decisione arriva addirittura in ritardo: è la conseguenza dell’inchiesta sul Crea (Consiglio per la Ricerca in agricoltura e l’Analisi dell’economia agraria), in cui Parlato – che ne è commissario straordinario – è indagato e per la quale è finito agli arresti domiciliari.

Una situazione che rischiava di avere ulteriori effetti negativi per Talete e il suo funzionamento. Proprio per questo, per garantirne l’operatività, dieci giorni fa era stato nominato vicepresidente Giuseppe Fraticelli.

Nei prossimi giorni sarà convocata l’assemblea dei soci, costituita dal presidente della provincia di Viterbo e dai sindaci della Tuscia, che discuterà delle non semplici questioni relative alla gestione della società. Fraticelli svolge infatti le funzioni di presidente fino a quando l’assemblea dei soci non provvederà a nominare il nuovo consiglio di amministrazione e a rinnovare i vertici societari.

Nel frattempo, l’ormai ex presidente di Talete è anche uscito dai domiciliari ma resta su di lui un’interdizione dai pubblici uffici.

 

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