Talete, piovono critiche sulle “spese folli”: “Software gestionali per centinaia di migliaia di euro”

Il Movimento civico per Tarquinia contesta l’ultimo acquisto della società che gestisce il servizio idrico: "Si richieda un accesso agli atti per comprendere le ragioni dell’affidamento. Crediamo sia un atto dovuto da parte del Comune cercare di fare chiarezza"

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acqua arsenico

TARQUINIA – Servono gli opportuni chiarimenti. È quanto chiede il Movimento civico per Tarquinia in merito alla questione Talete alla notizia che vedrebbe la società, da più parti definita un malato in rianimazione, acquistare software gestionali per qualche centinaio di migliaia di euro. Il Movimento che fa capo al consigliere comunale d’opposizione Maurizio Sandro Conversini chiede pubblicamente al primo cittadino se è stato mai richiesto al presidente della Società Talete un accesso agli atti per comprendere le ragioni dell’ affidamento con un importo di qualche centinaio di migliaia di euro per i software gestionali. Caro Sindaco, – affermano dal Movimento – crediamo che sia un atto dovuto e necessario cercare di fare chiarezza! Cos’ha motivato una spesa così importante con un trascorso nei confronti di una società definita “un malato in rianimazione”?!

“Per Tarquinia la storia Talete è diventata oramai un vero e proprio dossier – esordiscono dal Movimento civico – Tutto è iniziato nel 2015 quando la società Talete, con atto Orientamento/Indirizzo n° 20 del 09.01.2004 della Conferenza dei Sindaci e dei Presidenti delle Province dell’ATO, è stata individuata quale soggetto deputato alla gestione del servizio all’interno dell’Ambito territoriale n. 1-Lazio Nord-Viterbo, al quale appartiene anche il Comune di Tarquinia. Con decorrenza giuridica 01.01.2016, data ove si è perfezionato il trasferimento del servizio alla società Talete (anche se il Comune di Tarquinia, per questioni organizzative, di fatto ha protratto la gestione operativa fino al 30.09.2016), è in corso la regolazione degli aspetti creditori/debitori tra ente e società per il rimborso dei costi anticipati dal comune stesso. L’acqua potabile pubblica e la tutela delle tasche dei cittadini non sembravano essere una priorità per l’allora sindaco Mazzola, in quanto tra i firmatari della contro-diffida alla Regione Lazio sottoscritta da 20 sindaci dei vari Comuni, si è potuta notare l’assenza del nostro primo cittadino nonché presidente della Provincia. All’epoca non venne affatto preso in considerazione il principio che l’acqua è un bene pubblico, dichiarato tale con legge regionale n. 5/2014 e, malgrado le inosservanze della Regione rispetto alla normativa vigente in materia, si è permessa la presa in carico del servizio idrico nei confronti di una società dove le sue drammatiche situazioni finanziarie potranno essere risanate soltanto a spese dei cittadini con un rialzo salatissimo delle tariffe”.

“Nel 2017 – prosegue il Movimento –  arriva l’amministrazione Mencarini la quale prova, come unica soluzione, il lavarsi le mani su questa storia e recita il solito ritornello che “se ha ereditato questa situazione molto scomoda la colpa è da imputare esclusivamente alla precedente amministrazione” incalzando inoltre che “la loro totale inefficienza ha trovato come unica soluzione quella di individuare un punto che forniva solo il numero telefonico dell’ufficio Talete di Viterbo”, realtà affatto non veritiera. Il sostanziale miglioramento dell’amministrazione Mencarini al precedente fallimento è stato quello di chiudere definitivamente lo sportello Talete quale unico servizio ai cittadini, per non aggiungere poi gli altri già noti ed esistenti problemi: disservizio e bollette altissime. Questa è l’ennesima violazione da parte di Mencarini e colleghi, del patto con i tarquiniesi per una città più decorosa e vivibile. Nel 2018 cade l’amministrazione Mencarini, arriva il commissario prefettizio Giuseppe Ranieri che prova a recuperare il credito vantato dal Comune nei confronti dalla società Talete, oltre un milione di euro, tramite giusta delibera commissariale nella quale viene dato incarico ad un legale per intraprendere azioni giudiziarie nei confronti della società per il recupero del credito vantato dal Comune. Realtà già assodata dal primo luglio 2016 quando il Comune di Tarquinia trasferiva la gestione del servizio idrico integrato alla società Talete spa con relativa presa in carico da parte della stessa degli impianti e delle infrastrutture idriche di proprietà comunale. E’ ben leggibile nelle premesse della delibera che la società Talete non ha mai eseguito il pagamento di quanto dovuto al Comune di Tarquinia fregandosene degli obblighi assunti con la presa in carico del servizio idrico integrato e delle relative infrastrutture idriche comunali”.

“Ma il grande disappunto – rimarca il Movimento civico – è che ancora oggi la Talete deve ancora provvedere al pagamento a titolo di rimborso delle spese anticipate dal Comune di Tarquinia inerenti alla gestione del servizio idrico integrato per l’esercizio 2016. Il 5 aprile 2019 il Comune di Tarquinia ha messo in mora la società Talete prescrivendo di provvedere al pagamento della somma totale per euro 1.500.000,00 circa. Forse l’attuale Amministrazione dovrà iniziare a dare ai cittadini delle concrete risposte al riguardo? Di quanto siamo creditori?  L’aumento del costo dell’acqua è facilmente riscontrabile dalle tariffe, circa il 4% annuo. Come al solito il carico dei costi grava sempre sugli utenti finali con un peso economico, per i cittadini, le attività commerciali, al limite del sostenibile. Ma il Comune cosa sta facendo?”

“Nel 2019 – aggiunge il Movimento – con la nuova amministrazione Giulivi non possiamo certo affermare di poter scorgere chiarimenti all’orizzonte. Caro Sindaco, qualsiasi articolo pubblicato nei confronti della Società Talete non riporta nulla di buono, nel giugno scorso lo stesso presidente Bossola l’ha addirittura definita “malato in rianimazione”. Si paventano debiti per circa 30 milioni di euro e crediti verso gli utenti per 25 milioni valutando di conseguenza che il capitale è troppo limitato e che pertanto il futuro per poter andare avanti è ricapitalizzare. Ed ecco qua che gli unici ad essere colpiti nuovamente sono di nuovo gli utenti.  Per ottenere prestiti e investire, secondo il presidente Talete occorre ricapitalizzare la società per 40 milioni di euro, in altre parole i sindaci possono scegliere se mettere loro quelle risorse cosìcché la società resti interamente pubblica, oppure rivolgersi ai privati che diventerebbero soci in base alle quote versate. Tutto tace sul finanziamento di 35 milioni di euro che avrebbe dovuto erogare Arera (l’autorità di vigilanza del settore) in nome del quale è stato eletto il nuovo consiglio di amministrazione frutto di un grande pasticcio tra il Pd panunziano, Forza Italia e Fratelli d’Italia. Non mettiamo poi troppo il dito nella piaga per l’assunzione di nuovi dipendenti in una società con una situazione economica a dir poco catastrofica e non indaghiamo molto sui requisiti/appartenenza politica per quanto riguarda il reclutamento del personale”.

“In questo enorme “Caos”- conclude il Movimento civico per Tarquinia – l’ultima notizia sembrerebbe essere che, la Talete, stia acquistando software gestionali per qualche centinaio di migliaia di euro. Scusate l’impertinenza, carissimo presidente Bossola perché?”

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