Talete, tutti contro la Ciambella. Bocciatura trasversale per il suo ordine del giorno

La consigliera Pd svela la nuova articolazione tariffaria che prevede ulteriori aumenti fino al 35% per le utenze domestiche

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La sede di Talete Spa a Viterbo

Un consiglio straordinario che, al di là dell’aver portato alla luce delle tariffe indotte – oltre ai possibili aumenti del 45% in 5 anni – di fatto non ha spostato di una virgola l’orizzonte sul caso Talete.

Se non per una convinzione condivisa da tutti: far fallire la Spa idrica potrebbe rivelarsi, oltre che un’emergenza sociale, anche un rischio default per il Comune per 8 milioni di euro.

La maggioranza – Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e FondAzione – concorda sul fatto che “a oggi non ci sono alternative alla Talete”.

Con il monito di Giulio Marini: “Attenzione, il giocattolo è delicato e se si rompe non ne abbiamo uno di riserva”.

La soluzione, per la minoranza, la deve individuare il sindaco dopo però “aver messo a posto i conti della società”.

Il nodo è proprio questo: la pesante situazione debitoria (40 milioni) di Talete. La Spa indica come soluzione i rincari delle bollette e la rimodulazione del deposito cauzionale su base annuale.

Ma, stando a quanto riferito in aula dalla Ciambella sulla base di una cospicua documentazione, sarebbero previste anche delle tariffe indotte. Per esempio: le utenze domestiche residenti vedrebbero un incremento di spesa del 35% così come la componente tariffaria a copertura delle morosità che salirebbe dall’attuale 9% su 36 mesi al 14,98 su 24 mesi.

Una bella batosta che ricadrebbe su tutti quei cittadini che pagano regolarmente le bollette!

Diversi consiglieri di maggioranza hanno espresso apprezzamento per il grande lavoro di ricerca svolto dalla capogruppo Pd ma, alla luce di un ampio dissenso espresso anche dall’opposizione, il consigliere di FondAzione Gianmaria Santucci ha invitato la Ciambella a ritirare l’ordine del giorno su cui si incardinava l’assise straordinaria.

Niente da fare. E la seduta si è conclusa con un no pressoché plebiscitario al documento della consigliera Dem.

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