La consigliera Ciambella ha chiesto trasparenza sui dati dei test eseguiti nei centri accreditati della regione e aggiornamenti sulla situazione all'interno delle scuole

Tamponi antigenici effettuati nei centri privati, la Asl comunica anche quelli?

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Durante il Consiglio comunale di ieri, dedicato alle interrogazioni dei consiglieri, Luisa Ciambella (Pd) è tornata sul tema dei tamponi e delle scuole viterbesi, dopo aver accolto con soddisfazione la notizia che il 19 novembre a Palazzo dei Priori si terrà una seduta informativa circa l’andamento della pandemia in città, insieme alla direttrice della Asl di Viterbo Daniela Donetti.

“Ha capito che c’è bisogno di comunicare”, ha detto la Ciambella al sindaco Arena prima di presentare le sue interrogazioni. “La prima riguarda l’operazione trasparenza sui dati dei tamponi eseguiti privatamente in centri accreditati della regione – ha esordito la consigliera – Chiedo da giorni di conoscere le modalità con cui vengono conteggiati i tamponi svolti in provincia di Viterbo e i relativi risultati. Di fronte alla ‘girandola’ di numeri spesso di difficile interpretazione che vengono resi noti ogni giorno, in qualità di massima autorità sanitaria sul territorio non può che occuparsene lei”.

Il principale dubbio sollevato dalla Ciambella riguarda il conteggio dei tamponi: “Mi chiedo, e chiedo di verificare, se il numero dei positivi e tamponi che la Asl comunica ogni giorno comprende anche quelli accertati dalle strutture accreditate della regione – ha aggiunto – dato che a queste ultime si rivolgono sempre più cittadini per i test antigenici, che garantiscono responsi rapidissimi rispetto a quelli molecolari. Le strutture private ogni giorno comunicano i positivi al Toc della Asl, mentre solo alcune strutture inseriscono il numero dei tamponi effettuati nel COROnet, creato dalla regione Lazio per avere una mappatura aggiornata dei contagi”.

Quella che si presenta è, a detta della Ciambella, “una giungla in cui non si capisce cosa resta fuori dal calderone della Asl e cosa no”. E ancora: “I positivi all’antigenico vengono conteggiati dalla Asl oppure si attende il risultato del tampone molecolare, più affidabile ma con tempi più lunghi? Anche le scuole meriterebbero una risposta più rapida – ha sottolineato – se una famiglia si rivolge a un laboratorio privato e il bambino risulta positivo all’antigenico, perché non riconoscere quel test come utile al fine di mettere in quarantena la classe, anziché attendere il risultato del tampone molecolare? Mi sembra di buon senso riconoscere tali test non solo dal punto di vista scientifico, ma anche giuridico per accorciare i tempi di prevenzione da attivare, altrimenti non si capisce quale senso abbia che i cittadini possano controllarsi da soli se poi l’esito dei test non ha alcun impatto sulla velocizzazione delle azioni da adottare”, ha aggiunto.

La seconda questione “spinosa” è quella dei contagi a scuola. La consigliera ha chiesto contezza circa l’acquisto delle connessioni e strumenti digitali per gli studenti, per poi mettere in evidenza uno studio diffuso dall’ISS sull’andamento del contagio in Italia a seconda delle fasce d’età. “Quella che ha risentito di più dei contagi dal 25 agosto al 7 novembre è quella 0-19 anni, con un incremento del 1073,10%. Negli ultimi 10 giorni risultano dichiarazioni altalenanti da parte sua – ha detto al sindaco –  non ci sembra ci sia contezza nel valutare il fenomeno in generale, ma soprattutto i dati delle scuole non sono contestualizzati, in quanto non si tiene conto del personale contagiato, non si capisce la diffusione dei casi negli istituti e quali sono, non si ha la fotografia del contagio nelle scuole”.

La Ciambella ha poi invitato Arena e prendere in considerazione le dichiarazioni rilasciate nelle ultime settimane riguardo all’andamento dei contagi negli istituti scolastici. “Lei prende la decisione di non chiudere le scuole riportando i dati degli ultimi 3 o 4 giorni, ma ha una certezza matematica dei dati che utilizza per non disporre la chiusura?”. La consigliera ha poi ribadito che per lei la scuola sia l’ultima istituzione a doversi fermare, ma solo “se ci sono le condizioni. Lavoriamo a un piano straordinario per adeguare le scuole – ha proposto – potremmo recuperare i mancati adeguamenti che non sono stati realizzati negli ultimi anni, anche sulla base di come la città stesa è cambiata così come la popolazione scolastica”. C’è poi il problema degli assembramenti fuori dagli istituti. “Ho ricevuto foto che testimoniano la situazione fuori dalla Canevari e Fantappié”, ha affermato la Ciambella, che ha chiesto al primo cittadino di intervenire con maggiori controlli per non mettere a rischio la salute dei viterbesi.

Il sindaco in risposta ha spiegato che al momento nel capoluogo “la situazione è tutto sommato gestibile. L’ultima settimana il saldo tra nuovi positivi e guariti è rimasto costante, anzi è un po’ decresciuto – ha aggiunto – ci sono classi in quarantena e molte altre che però l’hanno terminata”. Sui tamponi effettuati dalle strutture private riconosciute dalla Asl, Arena ha chiarito che “quando risultano positivi a quel punto viene comunicato al medico, che trasmette alla Asl e  quest’ultima contatta il positivo per fargli il tampone molecolare e tutto quello che è esterno alla Asl viene dirottato siti ufficiali con tampone molecolare”.

Intanto l’amministrazione ha comunicato che a partire dalla settimana prossima inizierà l’attività di screening per gli alunni delle scuole secondarie di primo grado del territorio comunale.

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