Tarquinia, avanza la centrale a biogas. Ignorati dalla Regione i no del consiglio comunale

Il sindaco di Tarquinia, Alessandro Giulivi, aveva raccolto un blocco unanime (o quasi, con Moscherini sola voce fuori dal coro) di pareri negativi. Uffici tecnici di Tarquinia e Arpa Lazio, in coda, si erano uniti nell'opposizione al progetto

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Non è bastata la ferma opposizione del consiglio comunale di Tarquinia. Inascoltati gli appelli della consigliera Silvia Blasi (M5S). La centrale a biogas in località Olivastro si farà.

Alla conferenza dei servizi svoltasi nella mattinata del 5 novembre in Regione, il progetto proposto dalla Pellicano Srl ha ricevuto il via libera grazie alla procedura portata avanti da Flaminia Tosini, dirigente della Direzione Regionale “Politiche Ambientali e ciclo dei rifiuti”.

Il sindaco di Tarquinia, Alessandro Giulivi, aveva raccolto un blocco unanime (o quasi, con Moscherini sola voce fuori dal coro) di pareri negativi. Uffici tecnici di Tarquinia e Arpa Lazio, in coda, si erano uniti nell’opposizione al progetto.

Stupisce, invece, la posizione della Provincia di Viterbo e dell’Asl di Viterbo che, dopo aver dato parere di impraticabilità, sembra aver cambiato idea durante l’incontro del cinque novembre.

L’impianto, quindi, si farà. La sua realizzazione è stata approvata in seno alla Regione nonostante le numerosissime opposizioni giunte dalle istituzioni del territorio. Un’approvazione, questa, che sembra propedeutica al progetto del termovalorizzatore presentato dalla A2A.

Una situazione, questa, di cui la sola Regione riesce a “gioire”, deludendo invece i pareri, sentiti, di chi realmente l’area la vive ogni giorno, con vicinanza e attaccamento al territorio.

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