Civitavecchia e Allumiere insieme a Tarquinia contro l’inceneritore

Tarquinia dice “no” all’inceneritore: nasce il coordinamento a tutela della salute del territorio

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«Tarquinia è la Tarquinia etrusca con le sue tombe dipinte. Patrimonio Unesco dal 2014». Lo ha ribadito il sindaco Giulivi ieri pomeriggio in un’aula consiliare gremita di cittadini e rappresentanti istituzionali a più livelli che hanno preso parte all’assemblea pubblica per spiegare i motivi del “no” alla realizzazione di un inceneritore sul territorio e che ha già portato a un grande risultato per il neonato coordinamento a tutela della salute del territorio: l’unità territoriale a prescindere dai colori politici. Un coordinamento, quello che si è costituito ieri sera, che vuole riunire sotto un’unica bandiera, quella della salvaguardia del territorio e dei suoi cittadini, le amministrazioni comunali dell’alto Lazio interessate da questa nuova minaccia. In prima fila, al fianco di Tarquinia, ci sono Civitavecchia e Allumiere con i sindaci dei due comuni del comprensorio che hanno espresso la loro piena contrarietà a «questa scellerata idea», come ha evidenziato il sindaco di Civitavecchia, Ernesto Tedesco. Un coordinamento, quello appena nato e che già sta dando i suoi primi frutti, che successivamente sarà allargato anche agli altri comuni del territorio. «Ancora una volta il nostro territorio è sotto attacco», ha detto il sindaco di Tarquinia Giulivi. Un territorio «interessato da troppi progetti industriali» che non rappresentano la natura turistica e culturale della città. Un impianto che causerebbe inquinamento e danni alla salute non solo nella città etrusca, come illustrato ampiamente con dati tecnici alla mano dal dottor Ghirga, membro dell’Isde, ma che avrebbero una pesante ricaduta sull’intero hinterland. Un territorio già fortemente colpito da siti industriali e da malati oncologici. Presente all’incontro di ieri anche la consigliera regionale Silvia Blasi che nel ribadire il suo no all’impianto, ha inoltre ricordato come l’assessore regionale Valeriani «ha detto nell’incontro dei giorni scorsi che la Pisana dirà “no” in seno alla conferenza dei servizi». Slittata invece alla prossima settimana la discussione dell’ordine del giorno sul tema in consiglio regionale e che inizialmente doveva essere discusso il 20 novembre. E puntando i riflettori proprio sulla Pisana, l’ambientalista Marzia Marzoli, ha sottolineato come l’idea non sia quella di «doverci difendere». «Vorremmo che accadesse qualcosa prima e solo la Regione Lazio – ha detto – può fare qualcosa prima del 15 dicembre. Ci aspettiamo che produca un documento che solo la Giunta regionale può produrre in tal senso». Nel corso dell’assemblea è intervenuta anche l’ambientalista Simona Ricotti a cui i presenti hanno voluto donare un mazzo di fiori per le sue lunghe battaglie a difesa dell’ambiente. Battaglie che ancora oggi il territorio si vede costretto a combattere.

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