Tassa crocieristi, dal Tar uno stop all’aumento

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Vittoria parziale di Costa crociere, Msc, Rccl, Roma cruise terminal e l’associazione di categoria Clia al Tar di Roma sulla revisione dei diritti d’uso imposta dall’Adsp. Parziale perché si basa su un vizio procedurale che sembrerebbe reversibile.

In sostanza con la revisione delle imposte si prevedeva un aumento nelle tariffe dovute da ogni crocierista per l’uso dell’infrastruttura portuale gestita dall’Authority. Il Tar non ha accolto i motivi sostanziali del ricorso e cioè che l’Adsp e il suo presidente Francesco Maria di Majo non fossero competenti ad adottare questa misura. I ricorrenti avevano anche eccepito sul fatto che l’Authority non avesse sottoposto gli atti di adozione del provvedimento al parere di Collegio dei revisori e a quello dell’Organismo di Partenariato della risorsa mare. Rigettato il rilievo in merito ai revisori è stato, però, accolto quello relativo all’Organismo con i giudici che hanno reputato insufficiente il fatto che all’organo fosse stato sottoposto il bilancio di previsione.

Ora la palla sta a Molo Vespucci perché, almeno teoricamente, stando alla sentenza si potrebbe riproporre la misura andando a correggere l’iter, ovvero sottoponendone l’adozione all’Organismo di partenariato, il cui parere negativo comunque non andrebbe a vincolare l’Adsp. Resta da capire se ora si renderà necessaria una variazione del bilancio di previsione dell’ente, sia per il 2019 che per il 2020, in cui erano state calcolate le entrate relative all’imposta sui crocieristi.

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