Duro il commento del direttore di Confartigianato sullo slittamento dei pagamenti di soli venti giorni

Tasse, De Simone: “La proroga al 20 luglio è l’ennesima presa in giro”

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Andrea De Simone, segretario di Confartigianato Imprese Viterbo

“Chiamarla proroga è l’ennesima presa in giro”.

Così Andrea De Simone, direttore di Confartigianato, bolla la decisione del Governo sullo slittamento, dal 30 giugno al 20 luglio, dei pagamenti di “tutto il calderone delle tasse” dovute da aziende e cittadini.

“Lo scorso anno, e non c’era il Coronavirus, furono prorogati a settembre e solo per l’introduzione di nuovi adempimenti di carattere fiscale legati a indicatori di affidabilità. Quest’anno, invece, che la motivazione è reale, vista l’emergenza economica provocata dai mesi di lockdown, con le imprese ancora chiuse, che stanno riaprendo ora o hanno riaperto da qualche settimana le tasse si devono pagare il 20 luglio”.

“Una proroga di soli venti giorni è assolutamente insufficiente. Le aziende – rimarca – non sono pronte. Se il 30 giugno non avevano soldi, certamente non li hanno neanche il 20 luglio”.

Una situazione “allucinante” per De Simone che prosegue “la proroga andrebbe fatta saltando direttamente a piè pari il 2020. Ma se proprio vogliono chiamarla proroga allora la data dovrebbe essere non prima del 30 settembre. Pretendere soldi il 20 luglio – ribadisce – è assolutamente un’ennesima presa in giro”.

Il mese di settembre, tra l’altro, era stata la scadenza ipotizzata inizialmente dal Governo.

“Se ne era parlato infatti. – conferma – Ma l’ultimo decreto della Presidenza del consiglio dei Ministri l’ha invece allungata di soli venti giorni”.

Per il direttore di Confartigianato “l’ideale sarebbe stato gennaio 2021. Non lo vogliono fare ma, secondo me, sarebbe possibile. O comunque al minimo posticipare il tutto al 30 settembre”.

“Perché – chiosa De Simone – il 20 luglio non si chiama proroga ma presa in giro!”.

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