Il trionfo di Giano bifronte

Tasse sul gioco d’azzardo. Ma che casino…Da un lato si dissuade, dall’altro si istiga. Per favore, qualcuno ci spieghi!

Talvolta anche una proposta di legge sembra avere due facce, proprio come Giano bifronte. Si naviga infatti verso nuove tasse su giochi e vendita di sigarette

Avete presente Giano bifronte, una delle divinità più antiche e più importanti della religione romana, raffigurato con due volti, poiché il dio può guardare il futuro e il passato, davanti e dietro?
Bene, talvolta anche una proposta di legge sembra avere due facce, proprio come lui. Si naviga infatti verso nuove tasse su giochi e vendita di sigarette: guardacaso – e torniamo al nostro Giano bifronte – settori, e discutibili abitudini, che spesso vengono incentivati da chi ne trae vantaggio, lo Stato!
I balzelli sui giochi sono già previsti da questo scalcagnato governo rosso e giallo: sale la “tassa sulla fortuna”. La dea solitamente bendata sarà oltremodo bersagliata: per slot, Gratta&Vinci e vari tipi di Enalotto il prelievo sulle vincite superiori a 500 euro dal 12% arriverà al 15%. Ma non basta: c’è una proposta che prevede di “trattenere” nella casse pubbliche un quarto dei premi da oltre 10 milioni di euro.
Ma intanto – riecco Giano bifronte – per incentivare i clienti a chiedere gli scontrini e i commercianti a emetterli, oltre alla lotteria arrivano i premi a estrazione riservati sia ai consumatori sia ai negozianti, ma solo quando siano state usate carte o Bancomat per pagare (e non l’ odiato contante…).
Paghi con la carta? Bene. Allora hai la possibilità di vincere un premio! Non è “istigazione” pura, questa?
Tutto questo bailamme – e intreccio di contraddizioni – mentre si moltiplica in Italia la febbre per il gioco d’azzardo: la ludopatia.
Da un lato Giano Bifronte, attraverso il DDL 13/9/2012 n. 1958 (art. 5), prevede lodevolmente dei livelli di assistenza con riferimento alle prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione per le persone affette dalla micidiale ludopatia, riconoscendola come una grave e pericolosa malattia sociale. Dall’altro che fa? Fa un bel po’ di favori alle case da gioco e martella anche in televisione con la promozione delle lotterie, in testa l’inesorabile Gratta&Vinci, sogno proibito di noi arrancanti italiani.
“La tommela ciaric’è”, si diceva a Viterbo quando, alla fiera di Santa Rosa, si davano i numeri per tentare la fortuna alla tombola.
Ora, i numeri si danno davvero… Ma non solo a tombola!
Con una inevitabile conseguenza: confusione totale. Ma, alla fine dei salmi, giocare o non giocare? Essere o non essere? SPIEGATECELO, se ci riuscite!

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