Telenovela Talete, da Parlato a Fraticelli… Nuovo cda e vecchi intoppi. E i cittadini pagano!

Il presidente facente funzioni Fraticelli - subentrato nel ruolo dopo la vicenda giudiziaria a carico di Salvatore Parlato, ormai un ex - ha convocato i sindaci per eleggere il nuovo cda decaduto a seguito delle dimissioni della consigliera Stefania Pierini. Poche novità all’ orizzonte.

262
acqua-arsenico

Talete, lamentele e disagi… Questa è la sintesi che fotografa la situazione della partecipata incaricata di gestire il servizio idrico nella Tuscia. Commissariamenti e continui aumenti di prezzo, che a poco servono a tranquillizzare gli animi di chi – tra cittadini e imprese – continua a subire una gestione cara e spesso inefficiente.

Il vicepresidente facente funzioni Fraticelli – subentrato nel ruolo dopo la vicenda giudiziaria a carico di Salvatore Parlato, ormai un ex – ha convocato i sindaci per eleggere il nuovo cda decaduto a seguito delle dimissioni della consigliera Stefania Pierini. Poche novità all’ orizzonte.

Con ogni probabilità, all’assemblea di oggi si assisterà al secondo round dello scontro tra comuni di centrodestra e centrosinistra iniziato lo scorso novembre. Allora i soci avevano incoronato Salvatore Parlato a capo dell’azienda.

Pochi mesi, ed è stato travolto dall’inchiesta che lo vede indagato per la gestione di “Crea”, un’ altra grana piombata di botto sulla disastrata azienda. L’ennesima.. Era stato proprio il vecchio cda a votare la stangata di un più 7% della tariffa. Una decisione che aveva fatto infuriare migliaia e migliaia di cittadini, già costretti a sborsare una cifra quattro volte superiore a quella di quei comuni che fino all’ultimo si sono opposti alla gestione Talete.

Ora anche le amministrazioni ribelli saranno a costrette ad aderire alla gestione unica in virtù della delibera regionale emanata lo scorso 15 marzo che, di fatto, commissaria gli 8 comuni del no con l’obiettivo di traghettarli verso la nuova gestione.

Una gestione che non farà altro che deliberare di aumentare ulteriormente le bollette, riducendo al lumicino, nel contempo, la soglia di sopportazione dei cittadini che si ritroveranno con una tariffa 4 volte più cara!

Colpa – in parte – del maxi debito accumulato da Talete, cui si cercherà di mettere una toppa grazie al finanziamento da 35 milioni che la partecipata dovrà ottenere dall’Arera in cambio dell’aumento del 7% in bolletta. Soldi che serviranno a finanziare opere di manutenzione della rete idrica. A spese dei cittadini, ovviamente.

Da non sottovalutare le prossime elezioni amministrative e il commissariamento dei comuni dissidenti. Due “intoppi” che non faranno altro rimescolare ancora i rapporti di forza all’interno dell’assemblea dei sindaci. Per ora, i poteri sostitutivi hanno colpito solo 8 comuni (Bagnoregio, Ronciglione, Farnese, Proceno, Fabrica di Roma, Grotte di Castro e Monte Romano). Agli altri ci si penserà più avanti, quando non si sa. Quel che è certo, invece, è il continuo rimpasto che attende l’assemblea dei soci, da cui dipende lo stesso cda.

L’unica cosa che si intravede all’orizzonte è l’ingarbugliata matassa che si troverà a tentare di sciogliere il nuovo consiglio di amministrazione. Altro che speranza… Ma possibile si sia arrivati a questo punto?!

 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui