Terremoto, lo sciame sismico a Norcia e nel reatino risveglia la paura. I geofisici: “Previsioni impossibili”

Intanto, dalla terra, tutto tace. Poche scosse sismiche, in mattinata, di magnitudo inferire ai 2.5 hanno proseguito lo sciame sismico senza però provocare danni o ulteriori allarmi

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Terremoto Cittareale
anta paura, la scorsa notte, per le scosse di terremoto (4.1 magnitudo la prima, 3.2 la seconda) che – ancora una volta – hanno smosso la terra (e gli animi) di parte del centro Italia: nella bassa Umbria e nell’ alto Lazio.

Ancora Norcia e i territori limitrofi. Ancora Amatrice ed Accumoli. Lo sciame sismico avvertito anche a Viterbo, molta gente scesa in strada. Insomma, è tornata la psicosi del peggio, è tornato l’ allarme.

Nell’ aria il timore-incubo di arrivare ad assistere di nuovo agli orrori di due e tre anni fa. Le popolazioni del centro Italia – dalla stessa Norcia a Rieti, passando per il viterbese – restano vigili e guardinghe, sperando che quello della notte scorsa si riveli un evento isolato.

terremotoIntanto, dalla terra tutto tace. Poche scosse sismiche, in mattinata, di magnitudo inferiore a 2.5 hanno proseguito lo sciame sismico, senza per fortuna provocare danni o ulteriori allarmi.

Pio Lucente, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, fa un quadro dettagliato della situazione: “I 110mila eventi nei tre anni – spiega – rientrano in una normale evoluzione di sequenza sismica. E non è ancora possibile dire se il terremoto della scorsa notte sia la stessa faglia degli eventi del 2016, perché per individuarla occorre studiare attentamente la successione dello sciame, ci vuole un pò di tempo. E sarebbe azzardato, al momento, avventurarsi in previsioni”.

A Norcia, in particolare – ma anche negli altri territori sismici, che da anni vivono “di scossa in scossa” – molte le dichiarazioni dei residenti improntate a stanchezza e ad esasperazione. “E’ una storia senza fine – lamentano – che ad ogni nuovo manifestarsi riporta alla mente un turbine di spaventosi ricordi, che non possiamo dimenticare”.

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